PESCARA – Mentre il presidente Marco Marsilio, candidato del centrodestra alle elezioni regionali della primavera prossima, continua a battere ogni giorno palmo palmo l’Abruzzo, con agende traboccanti di incontri, impegno istituzionali ed eventi, nel cantiere del campo largo del centrosinistra, siamo ancora alla fase della riflessione e dello studio, e al totonomi del possibile candidato da lanciare nell’agone.

Nome roboante spuntato ieri, quello di 69enne Gabriele Gravina, presidente della Federazione italiana gioco calcio (Figc), che a stretto giro ha però detto seccamente di non voler entrare in politica “né oggi né in futuro”, di fatto respingendo al mittente una proposta che pure c’è stata, assicurano fonti interne al centrosinistra.

Ed oggi si è diffusa un’altra indiscrezione: nella operazione tesa a “mandare a casa il romano Marsilio”, cresce la quotazione come possibile candidato del 44enne senatore del Partito democratico Michele Fina, che ha appena passato il testimone di segretario regionale del partito a Daniele Marinelli. Originario di Luco dei Marsi, e le cui relazioni nazionali e di peso sono state alla base della sua carriera politica tutta in ascesa.

Una eventuale scelta, già c’è chi  però commenta, che andrebbe nella direzione opposta rispetto a quella più volte evocata e condivisa della ricerca di una figura terza, fuori dai partiti, a favore di un aggregatore del ‘campo largo’, espressione della società civile, capace di rappresentare al meglio una composita coalizione che va dalla sinistra più radicale ai centristi moderati, passando per i civici.

Una ipotesi, quella di Fina che comunque ha più di un punto di forza: il senatore è stato, da segretario in carica, un convinto sostenitore nel congresso del Pd, della candidatura di Elly Schlein a segretaria nazionale, mentre tutto o quasi il resto dello stato maggiore del partito abruzzese si era schierato con Stefano Bonaccini. E nella linea politica di Schlein più marcata è la volontà di arrivare ad una alleanza organica con il Movimento 5 stelle. Ecco dunque che Fina ha ottime carte da giocarsi, presentandosi anche lui come aggregatore, almeno di Pd e M5s, e potendo contare sulla vicinanza alla neo-segretaria, oltre che essere espressione della ora ben più potente corrente dell’ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando, anche lui sponsor di Schlein, e di cui Fina è da anni stretto collaboratore e uomo di fiducia. E si assicura che Fina, forte delle sue relazioni ed entrature romane, stia in queste settimane dialogando direttamente con Schlein e il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

A Roma, va detto, l’Abruzzo viene considerato un laboratorio politico importante per invertire la tendenza che ha visto il centrodestra vincente in quasi tutte le ultime sfide elettorali.

Ed è fondamentale per Schlein, già assediata dagli oppositori interni, portare a casa una vittoria, anche per impedire una conferma del centrodestra in Abruzzo, che sarebbe un caso unico nella storia della regione, dove non c’è mai stato un secondo mandato dell’esecutivo uscente.

L’ipotesi Fina è stata menzionata ieri, assieme ad altre, in una riunione a Pescara, e in giornata il neosegretario Daniele Marinelli, ha esibito grande ottimismo: “condividiamo molto la prospettiva che è emersa in questa prima fase di confronto, con riferimento alla necessità di un’intesa ampia, plurale, di forze civiche e politiche, senza preclusioni né imposizioni”.

Ma appunto tocca vedere se la componente civica e soprattutto quella moderata, interessata al campo largo, e fondamentale a Pd e M5s per poter sperare di vincere le elezioni, sia disposta ad accettare una candidatura partitica, e non “terza” e “aggregante”, come ad esempio invocato in una intervista ad Abruzzoweb dal consigliere regionale di Legnini presidente Americo Di Benedetto, che lavora alla costruzione di una forzw civica.

E c’è chi comincia a rumoreggiare davanti al fatto che a prendere le decisioni, quelle vere, non sia il tavolo del campo largo, ma, dietro le quinte, le segretarie nazionali di Pd e M5s, e in Abruzzo oltre ai vertici dei due partiti, anche il deputato Luciano D’Alfonso, uomo forte del Pd abruzzese, ex presidente della Regione ed ex sindaco di Pescara, e il coordinatore regionale del Movimento 5 stelle, Gianluca Castaldi, ex sottosegretario di Stato ai rapporti con il Parlamento nel secondo governo Conte. Tesse le trame anche l’ex parlamentare, ex sottosegretario, ex e vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, ex commissario della ricostruzione post-sisma 2016, Giovanni Legnini.

Tornando a Gravina, nella smentita ha così tuonato: “Si tratta di una non notizia, peraltro nessuno me lo ha chiesto. Il mio mondo è lo sport, evitiamo strumentalizzazioni”. Ma fonti attendibili assicurano che la proposta a Gravina c’è stata, e che lui abbia declinato l’invito, tuttavia garantendo un suo appoggio “esterno” alla coalizione, assai gradito, visto il peso di un personaggio di livello nazionale ed internazionale e che ha sempre mantenuto una fitta rete di influenza nella sua terra di origine. Del resto, la compagna di Gravina, la sulmonese Francisca Ibarra, è stata candidata alle regionali nella lista a sostegno del candidato presidente del centrosinistra Giovanni Legnini.

Al di là dell’ipotesi Fina, restano sul tavolo altri nomi, di caratura civica e non partitica, come quello del 57enne Enrico Marramiero, amministratore unico di Cantina Marramiero, una delle più rinomate nel comparto enologico abruzzese, e a capo delle società di costruzione Alma C.i.s ed  Md. E il nome di Paolo De Cesare, 31enne vicesindaco di Chieti, anche lui imprenditore nel settore delle costruzioni, già presidente dei Giovani dell’Ance.

E ci sono poi nomi già consolidati nel ventaglio delle concrete ipotesi: quello del capogruppo in consiglio regionale del Pd, Silvio Paolucci, ex assessore regionale alla Sanità e Bilancio, dell’ex rettore dell’Università di Teramo ed ex presidente della Tua, la società regionale del trasporto pubblico, Luciano D’Amico, del consigliere regionale del Partito democratico, l’aquilano Pierpaolo Pietrucci,  l’ex deputato e sottosegretario allo sport, ed ex presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli, del consigliere regionale di Legnini presidente, Americo Di Benedetto. E infine degli stessi Castaldi e Legnini. b.s. e f.t.