L’AQUILA – “Cinque centesimi di accisa per ogni litro di benzina verde o diesel per ricostruire L’Aquila”.
Questa la semplice proposta di legge di iniziativa popolare, presentata oggi dal capogruppo del Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante (nella foto), che secondo le stime potrebbe però garantire, se approvata, “un flusso costante di 1 miliardo 250 milioni annui” per ritirare su dalle fondamenta il capoluogo d’Abruzzo.
“Non è una tassa di scopo”: ci tiene a sottolinearlo, Giuliante, perché “la proposta è stata studiata in modo da non incidere sul costo finale del carburante e quindi sulle tasche degli italiani”: un tema sensibile, questo, per il governo e per il premier Silvio Berlusconi.
Lo stringato testo della legge, in quattro articoli, è già pronto e sarà aperto in un prossimo incontro pubblico alle osservazioni di istituzioni, partiti, forze sociali, ma anche all’assemblea cittadina (che sta promuovendo un’iniziativa analoga), per essere emendato e limato fino alla perfezione. “Il testo finale dovrà essere condiviso e votato da tutti”, spiega Giuliante.
Gli organizzatori hanno spiegato che la campagna di raccolta firme sarà preparata per tutto il mese di agosto, per poi lanciarla a settembre. Obiettivo dichiarato, arrivare a quota 50 mila, soglia necessaria per la presentazione in Parlamento della proposta di iniziativa popolare, ben prima del tempo massimo di sei mesi dall’inizio della raccolta.
La proposta ha già raccolto i placet del sindaco dell’Aquila nonché vice commissario per la ricostruzione, Massimo Cialente, e del presidente della Provincia, Antonio Del Corvo. Quest’ultimo ha auspicato che, dopo la raccolta firme, “la proposta di legge possa diventare d’iniziativa parlamentare ed essere magari inserita nella Finanziaria 2011, così da risolvere una volta per tutte i problemi di cassa”.
LE IPOTESI: GIULIANTE, ”DUE VIE PER TROVARE I SOLDI”
L’AQUILA – “Ci sono due vie per reperire dal prezzo della benzina i 5 centesimi al litro che potrebbero essere usati per la ricostruzione dell’Aquila, senza far salire il prezzo. Per questo, la proposta di legge d’iniziativa popolare tecnicamente non istituisce una tassa di scopo”.
Lo spiega il capogruppo del Pdl in Regione, Gianfranco Giuliante, partendo dal fatto che sui carburanti gravano ancora accise, ossia imposte aggiuntive, per compensare le spese per la guerra in Abissinia del 1935, la crisi di Suez del 1956 o il disastro del Vajont del 1963, oltre ai terremoti nel Friuli e in Irpinia, alluvioni e missioni all’estero.
“Sembra – spiega Giuliante – che dal 2007 queste accise siano state trasformate in entrate ordinarie dello Stato. Se così fosse, non si dovrebbe pagare più l’Iva al 20 per cento su di esse, e una frazione di Iva di 5 centesimi potrebbe essere stornata per la ricostruzione”.
Ma la situazione al momento non è chiara, e piuttosto che entrate correnti, le accise potrebbero essere rimaste ancora tali. “In questa seconda ipotesi – aggiunge il capogruppo Pdl – proporremmo di volturare a partire dalla più datata, quella sulla guerra in Abissinia, la stessa quota di 5 centesimi da girare all’opera di ricostruzione”.
“Nell’uno e nell’altro caso – sottolinea Giuliante – il prezzo finale della benzina non cambierà. Non so chi abbia la competenza per definire la questione delle accise, ma a noi non interessa più perché la proposta di legge indica come trovare senza costi aggiuntivi i 5 centesimi al litro in entrambi i casi”.
LA RACCOLTA: CHIAVAROLI (PDL) ORGANIZZERA’ CAMPAGNA
L’AQUILA – Sarà il consigliere regionale del Pdl, Ricardo Chiavaroli, a programmare e gestire la campagna di raccolta firme per la presentazione in parlamento della legge d’iniziativa popolare varata da Gianfranco Giuliante, che ha sottolineato che “la sua esperienza specifica fatta con le campagne referendarie ci darà una grossa mano”.
“Il presupposto per far arrivare la legge in parlamento – ha detto Chiavaroli – è che la proposta venga firmata da 50 mila cittadini. Potrebbero non bastare, insomma, neanche le firme di tutti gli aquilani, e superare la soglia sarà un modo anche per riaffermare che il problema della ricostruzione è di tutto l’Abruzzo. Non solo, a scopo simbolico organizzeremo anche campagne di raccolta a Roma”.
Varando la raccolta a settembre, ci sarà tempo fino all’inizio della primavera 2011 per superare la soglia. “Ma speriamo di arrivarci per prima, per poi far iscrivere la proposta di legge all’ordine del giorno”, ha concluso Chiavaroli.



