ASCOLI – Partenza con il botto della Nazionale italiana guidata da Massimiliano Presti ai campionati mondiali in corso di svolgimento ad Ascoli con le gare su pista.

Una prima giornata che ha regalato grandi soddisfazioni e che si è chiusa con una punta di rammarico per un successo mancato che poteva rendere il bottino ancora più esaltante.

Al di là delle medaglie vinte, gli azzurri hanno dato l’impressione di una buona competitività in tutte le gare e questa considerazione fa ben sperare anche in vista dei prossimi impegni. L’impresa di giornata è quella di Linda Rossi: certo non si poteva dubitare sulle qualità di un talento che a 15 anni ha già vinto un numero impressionante di titoli italiani ed europei ma che l’atleta senigalliese potesse esordire al mondiale appartenendo ancora alla categoria allievi, confrontarsi con atlete più grandi di lei e vincere subito nella 300 crono juniores femminile era difficile da prevedere.

Anche per la gara 300 crono senior femminile c’erano grandi aspettative, l’esito finale ha riservato qualche sorpresa: Giulia Bongiorno, qualificatasi con il quarto tempo, si è espressa ad altissimi livelli vincendo la medaglia d’argento, mentre Erika Zanetti (terza ai mondiali lo scorso anno) che sembrava in grado di giocarsela per il titolo non è riuscita a pattinare con la consueta fluidità e si è dovuta accontentare della quarta posizione.

Le gare 15000 eliminazione senior hanno concluso una serata di grande pattinaggio davanti ad un pubblico numerosissimo. Tra le ragazze la medaglia d’argento di Francesca Lollobrigida assume un significato non solo tecnico ma anche simbolico, esprime la determinazione feroce di un atleta capace di recuperare in tempi rapidissimi dal grave infortunio occorsole durante i campionati mondiali 2011. In campo maschile nel corso della gara le cose si erano messe benissimo con gli azzurri Lorenzo Cassioli e Fabio Francolini apparsi in grado di controllare gli avversari senza particolari problemi.

A due giri dal termine Francolini, campione mondiale in carica, ha sviluppato una progressione entusiasmante per potenza ed eleganza del pattinaggio distaccando gli altri atleti in modo evidente. Sul traguardo la beffa atroce per una gara ormai vinta: il nostro campione forse ha smesso di spingere con qualche metro di anticipo e controllando sulla destra il belga Swings che considerava l’avversario più pericoloso non ha percepito il sopraggiungere a sinistra del neozelandese Peter Michaels che in spaccata ha vinto il titolo.