L’AQUILA – Dopo le prove scritte degli esami di maturità, oggi nel capoluogo sono iniziate le prove orali, contemporaneamente a molte altre città d’Italia.

Nel polo scolastico di Colle Sapone, fin dalla mattina una torma di ragazzi alle prese con il colloquio ha affollato le scuole superiori e gli esterni. Capannelli di ragazzi si sono dati coraggio a vicenda, hanno ripassato le ultime nozioni, si sono scambiati gli ultimi consigli, prima di presentarsi, stavolta soli, davanti al “plotone” dei prof.

“Appena ti siedi di fronte alla commissione non hai più paura”. È il classico commento che danno gli studenti subito dopo aver tirato un sospiro di sollievo (mai prima) per aver terminato gli agognati esami di stato: una prova che generazione dopo generazione ugualmente crea preoccupazione fino all’ultimo.

Vittoria Totari, studentessa aquilana dell’Itc “Luigi Rendina”, da poche ore ha terminato la sua prova orale: “Ho deciso di iniziare con storia – spiega – e nella mia classe hanno fatto quasi tutti la stessa scelta. Quando inizi a parlare non ci pensi più, e poi i professori ti mettono a tuo agio”.

Il dilemma ricorrente è lo stesso per tutti, da quale materia iniziare il colloquio con la commissione. C’è chi preferisce partire dalla materia che sembra più difficile, chi da quella specifica del proprio corso, chi da quella che si ricollega meglio a tutte le altre. I più timorosi vanno sul sicuro, giocandosi la materia in cui sono più ferrati.

Terminato il colloquio, oltre al gran sospiro di sollievo, ai ragazzi resta la sensazione di una fase della vita che si chiude: “Mi dispiace molto – dice infatti Consuelo Tazzi, maturanda dell’Itc – perché sono anni indimenticabili, e mi mancheranno soprattutto i miei amici”.

Mentre chi ha chiuso per sempre i conti con la scuola superiore esulta o si rammarica venendo a sapere il voto, nelle vicinanze restano sulle spine quelli che ancora devono passare tra le grinfie della commissione.

Come Laura Graziosi, studentessa sempre della Ragioneria. “Sono agitatissima – confessa – perché domani tocca a me. Guardando gli esami dei miei amici, però, almeno un po’ mi sono rasserenata, perché i professori mi sembrano molto tranquilli. Io partirò da geografia, perché è la materia che aiuta a crearmi collegamenti con gli altri insegnamenti”.

L’agitazione c’è ed è palpabile, come una ragazza che, nel bel mezzo dell’intervista, deve correre in aula perché è il suo turno. “Tocca a me, tocca a me!”, grida, e vola via, senza dire neanche il nome. Un po’ perché ha fretta, e anche un po’ per scaramanzia. In bocca al lupo!

(nella foto, tre tra le tante studentesse che affrontano gli orali)