CHIETI – “La legge, la demografia e l’economia dicono che Chieti deve restare capoluogo di provincia”. Ad intervenire sul dibattito per il riordino delle Province è il presidente provinciale dell’Unione di centro ed ex sindaco di Chieti, Andrea Buracchio.
“Il principio base che occorrerebbe che tutti i cittadini, ed a maggior ragione gli esponenti politici, rispettassero – dice Buracchio – è che la legge va rispettata in ogni occasione, anche quando non risponde alle nostre attese: perciò nella complessa discussione che si sta producendo sulla revisione delle circoscrizioni provinciali in Abruzzo non si può non tenere conto dei parametri fissati dal Governo per la soppressione delle Province”.
Dunque se i di legge assegnano solo a Chieti e L’Aquila la possibilità di mantenere l’autonomia provinciale, secondo Buracchio non c’è discussione neanche riguardo al fatto che le due città debbano mantenere lo status di capoluogo, mentre si può ragionare su altri aspetti dell’unificazioni dei territori.
“Del resto – continua l’esponente Udc – la storia stessa dell’Abruzzo ci conferma che fin dal 1273 i capoluoghi delle due parti della nostra regione, l’Abruzzo Citeriore e l’Abruzzo Ulteriore, sono sempre stati Chieti e L’Aquila. Solo nel 1806 fu sdoppiato l’Abruzzo Ulteriore, creando capoluogo Teramo, mentre Pescara venne elevata a provincia nel 1927”.
Al di là della legge e storia, Buracchio cita anche i dati demografici ed economici che contribuiscono a corroborare l’impossibilità di procedere ad una cancellazione di Chieti come capoluogo: “Siamo la provincia con la popolazione più numerosa, il territorio che contribuisce maggiormente al Pil regionale, il comparto con la maggiore industrializzazione”.
“Non si può procedere – conclude l’ex sindaco – semplicisticamente ad una revisione che non tenga conto di questi fattori e bene hanno fatto i rappresentanti teatini del Comitato delle autonomie locali a mettere un punto fermo nella discussione che andrà sviluppata fino al 7 settembre: Chieti è e rimarrà capoluogo di provincia”.






