CHIETI – “Zavattaro chiarisca cosa sarà della nuova palazzina destinata ad accogliere il polo cardiochirurgico”. La richiesta arriva dal vice sindaco di Chieti, Bruno Di Paolo, allarmato per il futuro della struttura scelta per tamponare l’emergenza dei reparti da spostare dai corpi C ed F giudicati dalla Procura a rischio sismico.
La paura è che, una volta spostati tutti i reparti nella palazzina appena realizzata, questa non sia più in grado di accogliere il polo cardiochirurgico e che la cardiochirurgia possa essere “scippata” a Chieti per andare a finire da qualche altra parte, magari a Teramo.
“Alla luce dei trasferimenti di alcuni reparti nel clinicizzato di Colle dell’Ara in ragione di rischio sismico – scrive infatti il vice sindaco in una nota – sarebbe quanto mai opportuno che il manager Asl Francesco Zavattaro rassicurasse i cittadini di Chieti che il previsto spostamento di alcuni dei suddetti reparti nella realizzanda palazzina di cardiochirurgia, dopo le operazioni di collaudo delle medesima che hanno subito in questi giorni una forte accelerazione, sia solo provvisorio affinché lo stesso edificio possa ospitare, a breve, il tanto atteso polo di eccellenza cardiologica per cui è stata finanziata la sua costruzione”.
“Non ho certo motivo di dubitare della buona fede di Zavattaro – continua Di Paolo – ma poiché in Italia “nulla è più definitivo di ciò che è provvisorio” è necessario il manager chiarisca subito e meglio tempi e modalità circa l’utilizzo della palazzina di cardiochirurgia come soluzione tampone all’emergenza”.
“Infatti, – spiega il leader di Giustizia sociale – se per qualunque ragione il trasferimento di alcuni reparti nella palazzina di cardiochirurgia dovesse protrarsi nel tempo, il polo di eccellenza cardiologica potrebbe finire nell’interesse di qualche altra provincia con il rischio di vedere Chieti nuovamente scippata”.
“Come disse un notissimo politico italiano “A pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca!”. Mi piacerebbe, infine, sapere dal manager Zavattaro – conclude Di Paolo – perché si oppone strenuamente allo spostamento degli ambulatori medici all’interno dell’ex SS. Annunziata quando ciò avverrebbe a costo zero, darebbe respiro all’economia cittadina e porterebbe benefici agli utenti”.






