PESCARA – Un peschereccio della marineria pescarese ‘Viking 2’ si è ribaltato a largo del porto canale a causa del forte vento e del mare agitato.

Delle quattro persone disperse in mare a seguito del ribaltamento, tre sono state recuperate vive, la quarta è morta.

La vittima dell’incidente è il comandante del peschereccio , Cristian Dell’Osa, di 41 anni, di Pescara sposato e padre di un figlia, che lascia anche la nuova compagna; due dei marinai che erano sulla barca sono stati ricoverati in ospedale e poi dimessi,  un altro è invece ricoverato per sindrome da annegamento, per lui una prognosi di 20 giorni.

Secondo quanto è stato riferito dai soccorritori, l’imbarcazione si era ribaltata a causa del mare mosso e del vento forte: il tempestivo intervento di uomini e mezzi della Guardia Costiera, della Polmare e della Guardia di Finanza, ha permesso prima di ripescare uno dei marinai, subito ricoverato in ospedale; poi, in un secondo momento, altri due, di cui uno rianimato sul posto e poi trasferito in ospedale.

Il comandante, invece, è stato localizzato per ultimo, ma all’arrivo dei soccorsi era ormai morto: sul posto sono arrivati il medico legale per la ricognizione cadaverica e il sostituto procuratore della Repubblica di Pescara, Giuseppe Bellelli.

Alle ricerche in mare hanno partecipato uomini e mezzi della Guardia Costiera, della Polmare e della Guardia di Finanza. Al porto di Pescara è giunto anche il questore, Paolo Passamonti.

DUE MARINAI DIMESSI, 20 GIORNI DI PROGNOSI PER IL TERZO

Sono stati dimessi dall’ospedale e rimandati a casa due dei marinai che questa mattina si trovavano a bordo dell’imbarcazione affondata al largo della costa di Pescara. I due sono Andrea Giannetti e Fabrizio Silvestri, che hanno avuto una prognosi rispettivamente di dieci e tre giorni.

È invece ricoverato per sindrome da annegamento l’eritreo, Girmai Teklay, che ora si trova nel reparto di Medicina con una prognosi di venti giorni.

L’INCIDENTE

Il dieci metri da 280 Cc rovesciatosi in mare era uscito al largo per una battuta di pesca (nonostante il fermo biologico esiste infatti una deroga per le piccole imbarcazioni) intorno alle 5.30 quando le condizioni meteo non erano ancora proibitive.

L’improvviso peggioramento prima delle 9, con la tragedia materializzatasi pochi minuti dopo quando a un miglio dal porto di Pescara l’imbarcazione si è improvvisamente rovesciata. Ci sarebbero stati anche alcuni testimoni che dalla banchina avrebbero visto inabissarsi il Viking 2.

Immediato l’allarme con uomini e mezzi della Guardia Costiera, della Polmare e della Finanza subito in azione, coadiuvati da un elicottero della Polizia di Stato alzatosi in volo dall’aeroporto d’Abruzzo. Nel corso delle operazioni coordinante dal comandante della corvetta della Guardia Costiera Antonio Rispoli, tre dei quattro marittimi sono stati individuati, tratti in salvo e ricoverati all’ospedale civile.

Per Christian Dell’Osa, il comandante del Viking 2 non c’è stato nulla da fare. L’uomo è arrivato cadavere alle 11.30 sulla banchina del Marina di Pescara dove i sanitari hanno proseguito le manovre rianimatorie che erano iniziate gia’ al largo, ma senza successo.

La Procura della Repubblica di Pescara aprirà un’inchiesta (coordinata dal Procuratore Giuseppe Bellelli) per chiarire le cause della tragedia. Sulla banchina del porto turistico si sono radunati i parenti del marittimo deceduto e decine di amici e colleghi di Dell’Osa.

I soccorritori in queste ore stanno cercando di localizzare l’imbarcazione affondata. 

SINDACO PESCARA: “INCIDENTE SIA DI MONITO PER ISTITUZIONI”

“Il dramma di oggi, con la morte di un armatore, deve essere un monito per tutte le istituzioni, e non solo quelle locali. Dev’essere un monito che serva a ricordare quanto sia pericoloso il lavoro dei nostri pescatori, costretti spesso a prendere il largo anche quando le condizioni del mare sono proibitive pur di portare il pane a casa per la propria famiglia”.

Lo dice il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, commentando la morte di Christian Dell’Osa, l’armatore che ha perso la vita in mare mentre lavorava.

“Da questo momento – aggiunge – sarà nostro e mio dovere portare avanti la battaglia per il nostro porto anche per lui, per Christian”.

“La sua morte – dice sempre il primo cittadino – rappresenta una tragedia assurda per tutta la marineria di Pescara, per le istituzioni e per la citta’. Conoscevo personalmente Christian, il suo amore per il mare e per quel porto che ha sempre difeso, in prima fila nelle battaglie per il rilancio del settore, per la tutela dell’intera categoria. Non riesco a capacitarmi di quanto accaduto, sono costernato”.