L’AQUILA – Un presidio promosso da Rifondazione comunista e da rappresentanti sindacali è stato inscenato alla Villa comunale dell’Aquila, davanti a palazzo dell’Emiciclo, sede del Consiglio regionale d’Abruzzo, dove è in programma una seduta dell’assemblea.

Il motivo dell’iniziativa è da ricercare nella volontà della Regione di escludere il territorio aquilano dalla moratoria di blocco delle attività di cava, in attesa dell’approvazione della legge di riordino regionale.

“L’Aquila ha già dato il suo contributo, è un territorio deturpato e non si può cavare più in maniera selvaggia – ha tuonato il consigliere comunale Enrico Perilli – Con la scusa del terremoto non si può continuare a fare piaceri ai cavatori”.

Una delegazione delle persone scese in piazza è stata ricevuta dal capogruppo di Rifondazione in Consiglio regionale, Maurizio Acerbo, il quale ha presentato un emendamento per inserire anche il territorio dell’Aquila nella moratoria sulle cave.

Anche questa protesta continuerà nel pomeriggio, quando è prevista la ripresa del Consiglio regionale.