CHIETI, 4 GIUGNO – Sull’elettrodotto “Villanova-Gissi” ha presentato un’interpellanza il capogruppo in Consiglio regionale dei Verdi, Walter Caporale (nella foto): “La potenza di 380 chilowatt di questo elettrodotto – afferma – lascia presagire un’opera funzionale al nucleare”.
“Petrolio, nucleare – dice Caporale – La Regione Abruzzo è attaccata su tutti i fronti e meno male che parliamo della regione verde d’Europa… Ma quale Regione verde d’Europa? Alla prima occasione siamo pronti a svenderla al miglior offerente, fregandocene delle sue vocazioni naturali”.
“L’elettrodotto – spiega il capogruppo – interessa per ora, e solo per adesso, una tratta di poco più di 69 chilometri “Villanova-Gissi”, ricadendo nel territorio di 15 Comuni della Provincia di Chieti oltre che al Comune di Cepagatti a Pescara, parte integrante di un più ampio e nuovo elettrodotto che parte da Foggia per arrivare a Fano, nella Marche, con una capacità di trasporto enorme, di 380 chilowatt, utile ad alimentare solo centrali nucleari e a carbone”.
“È esagerato – attacca Caporale – parlare di centrale nucleare in Abruzzo? E allora perché questo elettrodotto? Per quale motivo il Consiglio Regionale ha bocciato nel marzo 2009 una risoluzione del sottoscritto con cui chiedevo che la Regione Abruzzo non desse la disponibilità a ospitare una centrale nucleare né siti di stoccaggio delle scorie radioattive sul proprio territorio, come invece hanno fatto altre 15 Regioni italiane?”
“Di certo – continua – c’è che la Regione Abruzzo, con il suo silenzio in merito nel marzo 2009 e con la bocciatura di quella risoluzione ha di fatto espresso la propria disponibilità a ospitare il nucleare e le sue pericolosissime scorie sul proprio territorio: silenzio-assenso. Più chiaro di così”.
Di qui l’interpellanza, presentata, conclude Caporale, per “conoscere cosa stiano facendo gli uffici regionali per scongiurare un siffatto pericolo per la salute dei cittadini abruzzesi e per l’intero territorio regionale, quali siano i reali scopi di questo elettrodotto, quale posizione intenda prendere la Regione Abruzzo in merito, quale paesaggio energetico si vuole disegnare per il prossimo futuro nella nostra regione”.





