L’AQUILA – “Sarà probabilmente intitolato a Italo Acconcia il nuovo stadio di Acquasanta dell’Aquila Calcio”.
A dare la notizia, risolvendo il dibattito sul nome dell’impianto che dura da decenni, è stato il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, nel corso del convegno internazionale di oggi in cui sono stati illustrati i dettagli dei progetti “Stadi senza barriere” e “Supporters Trust”, che prendono il via proprio dal capoluogo abruzzese.
Dopo aver esordito in prima squadra con L’Aquila Calcio, Acconcia è stato calciatore di Fiorentina, Udinese e Roma, prima di diventare allenatore federale che ha avuto il merito di scoprire talenti come Paolo Rossi.
L’intitolazione dello stadio dei rossoblù renderebbe giustizia a una figura che non viene più ricordata con lo storico torneo per formazioni giovanili disputato dal 1984 al 1993 e ripreso brevemente nel 2008.
Al convegno sono intervenuti i vertici della Lega Pro, il presidente Mario Macalli e il direttore generale Francesco Ghirelli, il presidente dell’Aquila Calcio, Corrado Chiodi. Presente anche l’amministratore delegato della European professional football leagues (Epfl), associazione delle Leghe europee di calcio, Emanuel Macedo de Medeiro.
”Mi complimento per le iniziative della Lega Pro rivolte anche ai tifosi, è una lega innovativa e dinamica”, ha detto quest’ultimo.
Un messaggio di speranza e di rinascita che parte dall’Aquila grazie allo sport e in particolare al calcio, anche se gli ultrà rossoblù la pensano diversamente e hanno disertato l’evento, affiggendo uno striscione di protesta.
Al convegno era presente anche uno dei due rappresatanti della tifoseria dell’Ancona, che sono all’interno del Consiglio di amministrazione della società che milita in serie D grazie al ”Supporters Trust” già sperimentato nelle Marche e che si vuole introdurre nel capoluogo d’Abruzzo.
”Vorrei organizzare un’amichevole tra l’Ancona, allenata dall’ex allenatore rossoblù, Augusto Gentilini, e L’Aquila, con l’incasso devoluto ai terremotati dell’Emilia”, è stata la proposta.
Il gruppo ultrà dei Red Blues Eagles L’Aquila 1978 ha criticato l’iniziativa di oggi affigendo uno striscione in via Strinella con la scritta: ”Tessera del tifoso, unica vera barriera”.
Nel pomeriggio i Red Blues Eagles hanno diramato un comunicato.
LA NOTA COMPLETA
I vertici della Lega Pro, del Coni e dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, coloro che hanno rovinato il calcio e il movimento ultras, oggi sono venuti a L’Aquila per promuovere l’iniziativa “Stadio senza barriere” con l’intento di far tornare le famiglie sugli spalti, ma allo stesso tempo sono le stesse persone che con i loro divieti, restrizioni, leggi e provvedimenti assurdi, continuano a vietare le trasferte a dei liberi cittadini solo perché privi della tessera del tifoso.
Noi come Red Blue Eagles L’Aquila 1978 intendiamo sottolineare questo assurdo paradosso e perciò vogliamo ripercorrere, per chi non lo sapesse, cosa è la tessera del tifoso.
La tessera del tifoso, nata nel 2010 come carta prepagata ricaricabile, rilasciata dalle banche o dal circuito Lottomatica e contenente nome, cognome, dati e foto del titolare, è solo uno strumento commerciale e di identificazione, più che di fidelizzazione, con cui l’Osservatorio delle manifestazioni sportive si pone l’obiettivo di creare la categoria dei “tifosi ufficiali”.
Nel dicembre 2011 è stata dichiarata illegittima da una sentenza del Consiglio di Stato, in merito “all’abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’utente) tra il rilascio della tessera del tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata che potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del codice del consumo”.
Senza tessera, ancora oggi non è possibile andare in trasferta e nulla è cambiato: è ancora in vigore l’articolo 9 della Legge Amato (41/2007), secondo il quale sono esclusi dal programma tessera del tifoso i condannati per reati da stadio (anche con sentenza non definitiva) fino ai 5 anni successivi dallo sconto della pena, e coloro che sono sottoposti a Daspo (divieto di assistere alle manifestazioni sportive).
Prima di essere Ultras noi siamo liberi cittadini e non possiamo assolutamente accettare queste assurde condizioni e inammissibili compromessi.
È per questo, che troviamo ridicolo sentir parlare queste persone di stadi senza barriere e di voler riavvicinare gente allo stadio, quando il vero ostacolo e la vera barriera perché ciò avvenga sono proprio loro!






