MOSCIANO SANT’ANGELO, 26 MAGGIO – Un vigile urbano e un assistente sociale del comune di Mosciano Sant’Angelo (Teramo) hanno fermato in extremis un giovane di 16 anni che voleva togliersi la vita quando ha saputo che non sarebbe tornato a casa dai genitori per decisione del tribunale per i minorenni dell’Aquila.
La vicenda risale a due anni fa, quando i minorenni, che all’epoca avevano 14 e 11 anni, subirono attenzioni morbose per le quali furono ritenuti corresponsabili alcuni vicini di casa, che saranno processati a Teramo dal 9 giugno, e i genitori, poi invece giudicati estranei ai fatti. I ragazzini vennero così affidati alla zia. Nonostante ora siano caduti gli indizi di colpevolezza sulla famiglia, per i due minori non si è spalancata la porta di casa.
“Con questo provvedimento – ha commentato il legale, Danilo Consorti – i ragazzi, che hanno 16 e 13 anni, percepiscono uno stato di carcerazione assoluto. Speriamo ora nel ripensamento del giudice minorile, anche alla luce del fatto che il curatore speciale nominato a tutela del fratello e della sorellina aveva acconsentito a che i due tornassero a casa. Faremo il possibile”.





