L’AQUILA – Si scopre senza testa la governance della ricostruzione dell’Aquila e del “cratere”.
Lo scorso 2 luglio ha presentato le dimissioni Gaetano Fontana, già coordinatore della Struttura tecnica di missione (Stm), non più esistente, e successivamente direttore dell’Ufficio di coordinamento della ricostruzione (Ucr).
Ad accogliere la richiesta di Fontana è stato il commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, dimissionario pure lui, che così ha avviato la decapitazione dei vertici proseguita con la sua uscita di scena volontaria, avvenuta quattro giorni dopo quella dell’architetto, il 6 luglio.
Una vacatio che si protrarrà finché non verrà approvato il maxi emendamento Abruzzo al decreto crescita predisposto dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca, inviato speciale del governo Monti in materia di ricostruzione.
Un documento che, almeno nella formulazione attuale, prevede la nomina di due super manager della ricostruzione, uno per il capoluogo e l’altro per i 56 comuni del “cratere”, entrambi con uno stipendio di 200 mila euro annui.
In questi giorni Fontana sta andando comunque in ufficio per svolgere l’ordinaria amministrazione: il suo contratto, infatti, prevede un preavviso di due mesi e solo il 2 settembre potrà lasciare definitivamente l’incarico.
Tra l’altro l’architetto in queste settimane è preso da altre vicende: ha infatti ricevuto due avvisi di garanzia nell’ambito del doppio filone di inchiesta giudiziaria sulla società Ecosfera, colosso della consulenza aziendale.
La procura della Repubblica dell’Aquila indaga sul ruolo avuto da Fontana nei presunti favoritismi al gruppo Ecosfera in diverse circostanze per ciò che riguarda l’elaborazione della documentazione relativa ai piani di ricostruzione di alcuni comuni colpiti dal terremoto.
Tornando a Chiodi, ci sono dubbi sulla formalizzazione dell’addio: le sue dimissioni, infatti, sono state presentate formalmente al governo, anche con una lettera al premier Mario Monti, ma da palazzo Chigi non è mai stata comunicata l’accettazione.
In ogni caso, sempre con l’emendamento Barca, il 15 settembre cesseranno in via ufficiale il commissario e tutti gli uffici o strutture a esso collegate con il ritorno all’ordinaria amministrazione degli enti pubblici. Alberto Orsini



