L’AQUILA – “Non sappiamo se Julian Assange verrà, comunque noi gli abbiamo preparato la stanzetta”.
Ridono e scherzano gli organizzatori dell’Hackmeeting 2012, ma non si lasciano riprendere in viso né rilasciano i loro nomi. L’Hackmeeting, l’appuntamento annuale degli hacker italiani, si terrà all’Aquila dal 29 giugno al 1° luglio nelle stanze dell’asilo occupato di via Duca degli Abruzzi.
“Nel comunicato c’è scritto che noi avremo offerto asilo politico al padre di Wikileaks, ma in realtà non sappiamo esattamente cosa volessero dire le persone che l’hanno scritto – spiegano gli organizzatori – non sappiamo in che maniera avverrà e se lui stesso parteciperà, ma noi siamo qui non solo per questo”.
L’evento, che si svolge da ormai 15 anni e si organizza ogni anno in una città diversa, chiama a raccolta centinaia di persone da tutta Italia, per quest’anno è previsto l’arrivo di oltre 400 partecipanti, che potranno alloggiare nelle stanze dell’ex Asilo.
“Ogni anno decidiamo all’ultimo momento qual è la città che ci ospiterà – spiega un ragazzo – Per L’Aquila, invece, abbiamo deciso già un anno prima, appena concluso il meeting del 2011. Siamo venuti qui, abbiamo parlato con i ragazzi dell’asilo occupato e finalmente l’incontro sta per iniziare”.
Della tre giorni all’insegna della tecnologia e dell’informatica non c’è un palinsesto puntuale “Quando ci incontriamo – sottolinea uno di loro – non decidiamo mai per filo e per segno quello che faremo, vedi per esempio qui, c’è un ascensore rotto. Uno di noi potrebbe prendere l’iniziativa di riaggiustarlo, e magari spiegare a tutti come farlo nel minor tempo possibile”.
Un argomento di cui si discuterà molto, però, c’è, ed è il progetto Aquileaks/Sant’Agnese, una piattaforma su cui su cui poter rivelare gli scandali che hanno un senso all’interno della politica della ricostruzione aquilana e italiana, in un momento in cui c’è molta sensibilizzazione, “chiunque vorrà, potrà condividere su questa piattaforma documenti che tutti dovrebbero vedere, a volte scomodi, che però aiutano le persone a farsi un’idea ben precisa sulle persone che stanno al ‘potere’”.






