L’AQUILA – “Quando si dice – come sostengono Melilla e Legnini – che votare per le regionali riallineandoci alle altre regioni italiane nella primavera 2014 sarebbe un ‘colpo di stato’, mentre votare prima sarebbe un toccasana democratico, si dimostra soltanto che al di là delle apparenze, nella sinistra riemerge sempre il vizietto marxista della doppia morale : ossia le regole valgono solo per gli altri e si possono piegare per servire i propri (presunti) interessi del momento”.
Replica così Riccardo Chiavaroli, portavoce del Gruppo PDL in Regione Abruzzo, agli interventi di queste ore, provenienti da esponenti di sinistra sulle prospettive politiche regionali.
“Non riconoscere invece che la rinascita dell’Abruzzo passa per le riforme di settore ed il risanamento economico avviato dal governo Chiodi e dal PDL – prosegue Chiavaroli – significa negare alla radice ogni possibilità di confronto di idee e quindi di alternative da offrire agli elettori, con ciò contribuendo a rendere la politica sempre più distante dalle esigenze dei cittadini. Quindi, se per “rifondare” l’Abruzzo, la sinistra deve far ricorso alla stucchevole polemica sulla ricostruzione o peggio richiedere genericamente il voto regionale anticipato, vuol dire che stanno messi proprio male!”.





