L’AQUILA – Il caldo dell’anticiclone africano sta per raggiungere il picco. In questa giornata potrebbero crollare alcuni primati storici. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it conferma che Roma quasi sicuramente batterà il suo precedente record di caldo di +40.7°C nel giugno 2022, con i 42°-43°C previsti. Ma farà gran caldo, spesso afoso, anche in altre città italiane.

Pescara intanto è per la sesta giornata consecutiva, e lo sarà per altri due giorni, domani e dopodomani, tra le città con il bollino rosso del ministero della Salute, che nel suo bollettino sulle ondate di calore indica il massimo rischio caldo per tutta la popolazione.

Il livello 3 dichiarato dal ministero indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche; tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute.

L’ondata di calore che si sta abbattendo anche sull’Abruzzo non risparmia neppure le zone di montagna, dove in tanti si stanno riversando per cercare refrigerio.

Alle 10.30 di mattina, sono numerose le località di montagna che superano i 30 gradi. A Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila), 1.220 metri di altitudine, ad esempio, la temperatura raggiunge già di 32 gradi, sull’Altopiano delle Cinque Miglia, 1.250 metri, il termometro è a 31,5 gradi, mentre Rocca Calascio, 1.450 metri, sfiora i 30 gradi.

Le zone al di sopra dei 2.000 metri di altitudine, invece, superano i 20 gradi.

Le zone collinari e le vallate, in attesa delle ore più calde della giornata, sono già roventi, con temperature che in molti casi superano i 35 gradi.

Se quella di oggi, a detta degli esperti, si preannuncia come la giornata dei record, temperature altissime sono già state registrate ieri.

Come nel caso di Castiglione a Casauria (Pescara), dove nel primo pomeriggio sono stati registrati 42,3 gradi.

Si tratta, analizzando i dati storici, di un valore superiore anche all’ondata di calore del 2003, quando nella stessa località la temperatura raggiunse i 34,2 gradi, e a quella del 1983, quando si arrivò a 40 gradi.

Sia oggi che domani si potranno raggiungere i 38-40°C al Centro-Nord come a Padova, Bologna, Rovigo, Ferrara, Mantova, Pavia, Alessandria e poi a Firenze, Arezzo, Frosinone, Isernia, Campobasso.

Oltre i 40°C, dopo Roma, si toccheranno soprattutto al Sud e sulle Isole Maggiori come in Puglia (Foggia e Taranto), Sardegna (Olbia, Oristano, ma nelle zone interne anche 45-47°C come a Decimomannu), Sicilia (in provincia di Catania, Siracusa ed Enna).

La morsa rovente, sottolinea Sanò, allenterà a partire da giovedì e venerdì ma solo al Nord con temporali prima sulle Alpi poi in alcune zone della Pianura Padana. Al Sud invece il caldo aumenterà ulteriormente. Oltre alle alte temperature si fanno i conti anche con l’afa.

Inoltre dal tramonto fino alle ore prossime alla mezzanotte le temperature continueranno a mantenersi piuttosto alte con valori prossimi ai 30°C, soprattutto nelle grandi città e su gran parte dei centri abitati si vivranno le notti tropicali, ovvero quando la temperatura minima non scende mai sotto i 20°C.

Tutto sotto controllo per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico nel bacino del Fucino seppure rimane il divieto assoluto per l’irrigazione di domenica.

Anche alcuni comuni marsicani in questi giorni hanno fatto un regolamento interno dei confini per fissare esattamente gli orari e i giorni consentiti per l’irrigazione degli orti.

Velia Nazario, sindaca di Carsoli, ha imposto ai propri cittadini tramite decreto sindacale, di essere responsabili nell’utilizzo dell’acqua. Nella piana del Fucino invece la produzione va avanti nonostante le temperature incessanti e i bollettini Rossi.

“Per ora la situazione è sotto controllo e stiamo lavorando molto – commenta il presidente di Confagricoltura Abruzzo Fabrizio Lobene – per ora non abbiamo crisi o danni dovuti dalla siccità, rimane sempre però il ritardo delle semine a causa degli allagamenti di maggio e giugno. Stiamo cercando di recuperare due mesi di ritardo produttivo”.