L’AQUILA – Non ci sarà il gruppo del Movimento per le autonomie nel Consiglio comunale dell’Aquila: sarà infatti sostituito da quello della coalizione civica “L’Aquila città aperta”, che alle elezioni del maggio scorso ha riunito sei liste a sostegno del candidato sindaco Giorgio De Matteis.

Quest’ultimo, eletto consigliere, è ‘orfano’ di gruppo, visto che né lo Statuto comunale né il Regolamento del Consiglio prevedono esplicitamente una destinazione precisa per l’aspirante alla fascia tricolore che perde ma entra comunque a sedere tra i banchi dell’aula.

Gdm avrebbe perciò dovuto indossare a scelta la ‘maglietta’ di una delle sue quattro liste che sono riuscite a entrare nell’assise, Mpa (fino a oggi il suo partito), Udc e le civiche Tutti per L’Aquila e Prospettiva 2022.

Ma ora potrà aderire al gruppo complessivo del suo progetto trasversale, che sarà composto anche da Emanuele Imprudente (che ne sarà il capogruppo), Vito Colonna e Roberto Tinari e sarà il più grande delle opposizioni, oltre che il secondo maggiore di tutto il Consiglio dopo il Partito democratico.

Una mossa che prelude ad altri possibili ingressi per ingrandire ancor di più le fila, soprattutto qualora passi la riforma che vieterà i monogruppi, minacciata dal presidente riconfermato Carlo Benedetti.

In quel caso, infatti, Luigi D’Eramo (Prospettiva 2022) e Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila) dovrebbero scegliersi una nuova squadra, e se la soglia minima di consiglieri per fare un gruppo sarà fissata a tre senza eccezioni, anche Piero Di Piero e Raffaele Daniele dell’Udc dovranno guardarsi intorno visto che sono solo due.

Per ora, però, il maxi gruppone dei seguaci di Gdm non s’ingrandirà più di tanto: mantenere la frammentazione in questa prima fase può infatti servire a infilare più uomini di fiducia, rappresentanti di altrettanti minigruppi, dentro le commissioni consiliari, che invece diventerebbero a schiacciante maggioranza di centrosinistra qualora l’opposizione fosse già compatta sotto un vessillo solo.

Al massimo, quindi, si pensa a un magheggio, una “federazione” di gruppi per… unire tutti tenendo tutti divisi.

Tra l’altro, la rinuncia al simbolo proprio del partito di De Matteis, che dell’Mpa è un dirigente nazionale di massimo livello, fa pensare anche a un possibile raffreddamento dei rapporti con il leader Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia.

Chissà che non sia un passaggio preliminare per il ritorno (che avrebbe del clamoroso) di Gdm all’interno dell’Udc, da cui ha ricevuto un traino forte durante il periodo elettorale con l’arrivo per due volte di Pier Ferdinando Casini e una di Lorenzo Cesa, oltre la presenza fissa del segretario provinciale Morena Pasqualone.

Dubbi della politica di cui si parlerà giovedì prossimo nella conferenza stampa in cui sarà ufficializzata la nascita del nuovo gruppo “L’Aquila città aperta”.