L’AQUILA – Che fine hanno fatto i 27 milioni di euro assegnati nel 2010 alla Gran Sasso Acqua per il rifacimento delle reti nel centro storico dell’Aquila?

Sono in molti a chiederselo, da quando il commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, aveva firmato un decreto per stanziare la somma in favore della società a totale capitale pubblico che gestisce la rete idrica, fognaria e i depuratori di un ampio territorio dell’Aquilano.

Era il novembre 2010 e, a distanza di oltre un anno e mezzo, ancora non si vede la luce.

La vicenda era stata oggetto di numerose sollecitazioni, in particolare da parte dell’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Gianni Letta, incaricato dall’allora governo Berlusconi di seguire la fase di avvio della ricostruzione, che in un’occasione perse le staffe come quasi mai accaduto in passato, è noto il suo aplomb.

Esattamente dodici mesi dopo la firma del decreto, la Gsa aveva presentato tre soluzioni progettuali, due delle quali portavano un quadro economico schizzato a 140 milioni, cinque volte tanto il finanziamento accordato, e che comprendevano anche la sistemazione delle reti di gestori privati come Enel e Telecom.

La cosa suscitò l’ira di Chiodi, che scrisse un comunicato al veleno nel quale affermava che “queste due proposte di intervento sono sicuramente volte alla modernizzazione di tutto il sistema dei sottoservizi, ma tralasciano, debbo presumere per mera dimenticanza o per malriposto spirito di servizio, di prospettare, come correttamente si dovrebbe fare in un qualunque intervento che vede la presenza insieme di soggetti pubblici e privati, la corretta distribuzione delle ricadute economico-finanziarie e quindi dei relativi oneri”.

“È facile – aveva proseguito nei suoi strali il commissario – elaborare progetti pur interessanti e perché no auspicabili e attesi da migliaia di cittadini quando dal conto economico tutto è posto a carico del solito Pantalone”.

Da allora tra rimpalli di accuse tra lo stesso Chiodi, l’ex direttore della Struttura tecnica di missione e attuale dell’Ufficio coordinamento ricostruzione, Gaetano Fontana, e il presidente della società, Americo Di Benedetto, le carte non si sono più mosse dai tavoli dei protagonisti.

Nel frattempo, però, come rivelato da AbruzzoWeb, la Gsa ha arricchito la sua governance di due consulenti d’oro, l’ex direttore ora in pensione Raffaele Pece e l’ex sindaco di Ocre (L’Aquila), Mauro Tursini, con un trascorso dentro al consiglio di amministrazione della stessa azienda. Incarichi di cui non si trova traccia sul sito ufficiale della società.

Nonostante i soldi disponibili e le nuove professionalità ben retribuite, però, dei cantieri ancora nessuna traccia. (red)