L’AQUILA – A elezioni finite da nemmeno dieci giorni, Mpa e Pdl continuano a prendersi a randellate, dopo essere andati separati alle amministrative dell’Aquila.

Ieri le schermaglie tra il neo consigliere comunale Guido Liris e il segretario comunale degli autonomisti, Corrado Ruggeri, oggi scendono in campo i rinforzi: da un lato il presidente dei beni separati di Arischia, Elia Serpetti, dall’altro la dirigente provinciale pidiellina Chiara Petrocco.

L’occasione per questa nuova guerra interna la proposta del candidato sindaco sconfitto al ballottaggio, Giorgio De Matteis, a istituire una commissione comunale sulla ricostruzione da far presiedere a un componente della minoranza.

Richiesta rigettata al mittente dal centrosinistra e bollata da Liris come uno “strapuntino” inutile.

Per Serpetti gli uomini del Pdl “dopo una pessima figura sotto gli occhi di tutti dettata dal risultato elettorale, indossano la casacca come se fossero di maggioranza e fanno opposizione a tutto quello proposto da De Matteis”.

Di qui l’invito al leader dell’Mpa di “uscire dalla maggioranza di centrodestra in Regione”.

Per la Petrocco, invece, l’atteggiamento dell’Mpa “è evidentemente di chi non si rassegna al ruolo che gli elettori hanno assegnato scegliendo chi deve amministrare e chi deve vigilare oltre che avanzare proposte costruttive”.

LA NOTA DI SERPETTI

Apprendo con mero entusiasmo, ovviamente ironico, quanto espresso da un consigliere di minoranza, nello specifico Dott. Quintino Liris il quale non si sottrae a prender opposizione su chi fa opposizione.

Sembra un eufemismo.

Da una parte nella prima legislatura del Sindaco Cialente sono stati quasi al suo fianco senza vedere granché di sana opposizione e nella appena iniziata seconda legislatura, dopo una pessima figura sotto gli occhi di tutti dettata dal risultato elettorale, indossano la casacca come se fossero di maggioranza e fanno opposizione a tutto quello proposto da De Matteis.

Poi la mattina dopo, si siedono in maggioranza nelle postazioni provinciali. Se questo è fare politica.

Da operaio candidato alle elezioni, chiedo ufficialmente a Giorgio De Matteis di uscire dalla maggioranza alla Regione Abruzo e creare un gruppo di moderati che si possa porre come riferimento anche di quelli ormai delusi da taluni comportamenti.

Queste situazioni sono state deleterie per l’ultima tornata elettorale a Sindaco di L’Aquila, dapprima tentando forme assurde di discriminazione come la diceria di essere “l’uomo candidato” dal Presidente della Regione, palesemente inesistente.

Forse, se qualcuno non ha buona lettura dei risultati, dove ancora una volta, ripeto, si è visto un Pdl devastato dagli elettori, si è affermato un risultato individuale di notevole importanza che doveva far riflettere qualcuno.

Ma evidentemente alcuni gregari hanno difficoltà a comprendere taluni aspetti, fortunatamente qualche operaio no.

Pertanto rinnovo il mio invito a Giorgio De Matteis a uscire dalla maggioranza di governo della Regione Abruzzo e costruire insieme a chi ne ha voglia una vera alternativa moderata.

IL COMUNICATO DELLA PETROCCO

I giorni dopo la sconfitta dovrebbero servire per metabolizzare correttamente il risultato elettorale e non per perdere il controllo delirando e perdendo di vista la verità: il centrodestra aquilano non ha saputo interpretare il pensiero del proprio elettorato mancando di empatia e di simpatia nei confronti dello stesso. Il cittadino aquilano comune, che si trova quotidianamente a combattere per arrivare a fine mese, alle prese con la crescente pressione fiscale, con l’aumento del carburante, con la fine delle certezze in ambito lavorativo, con una crescente disoccupazione giovanile e con una ricostruzione bloccata non va a votare laddove i propri rappresentanti politici manifestano divisioni e atteggiamenti distruttivi, preferendo o rimanere a casa o votare contro.

Non si riesce a capire come persone intellettualmente oneste non ammettano di aver fatto uno scivolone istituzionale importante laddove propongono una commissione ad hoc per ricoprirne la presidenza: l’atteggiamento è evidentemente di chi non si rassegna al ruolo che gli elettori hanno assegnato scegliendo chi deve amministrare e chi deve vigilare oltre che avanzare proposte costruttive.

Il gruppo dal quale provengo e dal quale proviene l’assessore Liris non è a disagio nel ruolo di minoranza essendo noi cresciuti politicamente in un partito che non ha governato per molti anni; al contrario mi sembra che l’atteggiamento dei soggetti in causa sia tipico dei peggiori atteggiamenti di una storica parte politica che, anche perdendo le elezioni, vuole strappare posizioni non di propria lineare competenza.

Che ciò non sia lucidità lo si vede laddove vengono fatti attacchi personali tanto ignobili quanto inopportuni: come si fa a tentare di screditare l’unico organo istituzionale, la provincia, che ad oggi spicca a livello locale per concretezza e dinamismo politico – amministrativo? Come non ammettere che il settore guidato dall’assessore Liris ad oggi si distingue in tal senso? Non sono frutto di duro lavoro centinaia di consensi che gli elettori di centrodestra hanno voluto riconoscere?

Mi pare che chi parla non abbia né preso gli stessi consensi e/o addirittura non è stato neanche eletto e, pertanto, non meriterebbe neanche risposta.

Mi auguro, e di questo ne sono certa, che l’assessore , nonché neo consigliere comunale Guido Liris, legittimi appieno le istanze del gruppo umano e politico che rappresenta attuando quello che i cittadini, attraverso una “sonora punizione” elettorale, ci hanno chiesto: una politica sana, serena, giovane e lontana dai veleni con lo sguardo rivolto verso l’obiettivo comune: L’Aquila e gli Aquilani.

D’ERAMO: ”NON PRENDIAMO LEZIONI DA NESSUNO”

“Non prendiamo lezioni da nessuno su come si fa un’opposizione dura, seria e costruttiva. Soprattutto da chi il trasversalismo lo ha attuato nei fatti con giochetti elettorali che L’Aquila aveva dimenticato da oltre trent’anni! Accusare la coalizione che ha sostenuto la candidatura di De Matteis di perseguire l’occupazione di poltrone è un atteggiamento vigliacco che rischia di ledere pesantemente i rapporti tra forze di opposizione”.

Tuona in una nota il consigliere comunale Luigi D’Eramo.

“Affidare prese di posizione politiche ad esponenti che hanno tentato una candidatura a sindaco contro il partito che oggi cercano di rappresentare – continua D’Eramo – appare a dir poco grottesco. Se a questo aggiungiamo la perfetta sintonia tra le dichiarazioni pidielline e quelle della segreteria comunale del PD, credo che il quadro inizi a delinearsi: confusione, nervosismo e scarsa lungimiranza”.