L’AQUILA – Avrebbe ottenuto con false attestazioni e la complicità di un tecnico fondi per la ricostruzione della propria abitazione principale gravemente lesionata dal sisma del 6 aprile 2009: con l’accusa di indebita percezione di un contributo post sisma corrisposto dal Comune di L’Aquila, sono finiti sotto inchiesta Gianluca Liberati di Avezzano, privato cittadino e Filippo Maria Caccia dell’Aquila, suo professionista di fiducia.

Stamani a oltre 7 anni dal terremoto, i due hanno subito un sequestro preventivo per una somma complessiva di circa 170 mila euro eseguito dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza dell’aquila, coordinati dal tenente colonnello Sergio Aloia.

Le indagini sono state condotte dalla sezione di polizia giudiziaria del Corpo Forestale dello Stato a cui sono state assegnate dalla Procura della Repubblica dell’Aquila.

Il provvedimento di sequestro è stato firmato dal Gip del Tribunale del capoluogo, Guendalina Buccella, su richiesta dei sostituti procuratori Fabio Picuti e Simonetta Ciccarelli.

Gli investigatori avrebbero accertato che con falsa documentazione l’immobile beneficiario della misura di sostegno pubblico era adibito ad abitazione principale/stabile dimora, mentre, in realtà, così come scoperto a seguito delle indagini, la dimora abituale del cittadino all’epoca del sisma, si trovava presso altro indirizzo.

I sequestri sono scattati a seguito delle indagini di natura patrimoniale che hanno consentito di ricostruire e quantificare i beni e le disponibilità finanziarie riconducibili ai responsabili dei reati accertati.