TERAMO – Per i tre macedoni finiti nell’inchiesta sull’omicidio di Melania Rea è giunta l’archiviazione.

Il decreto è stato firmato ieri e stamane sono stati ascoltati solo in qualità di testimoni.

Quanto al fiuto del cane molecolare “Piergiorgio”, è stato al momento dell’audizione del conduttore del cane molecolare, sentito con il perito cinofilo che ha sottoposto a test l’animale, definendolo “inattendibile”, che tra accusa e difesa di Parolisi è salita la tensione.

La Procura continua a sostenere l’inattendibilità mentre la difesa di Salvatore Parolisi contesta la consulenza mostrata in video “perché – sostengono i legali dell’imputato – non è stata svolta utilizzando i criteri sull’individuazione e selezione degli oggetti prelevati nella simulazione”.

Nel senso che non sarebbero state utilizzate procedure di garanzia, ad esempio, sulla sterilità degli oggetti fiutati.

Per la Procura, invece, un cane molecolare deve essere dotato di esclusione olfattiva, cioè avere la capacità di selezionare gli odori.

in aula sono state lette le dichiarazioni rese nell’indagine preliminare dall’uomo di 78 anni residente di Colle San Marco, la cui testimonianza era stata chiesta dalla procura di Teramo.

Secondo gli avvocati di Parolisi ci sono “atti di straordinaria rilevanza processuale” che sono stati nascosti alla difesa ed al giudice.

MOMENTI DI TENSIONE TRA ACCUSA E DIFESA

Sospesi alle 12.30, per permettere una pausa, i lavori sono ripresi alle 13, con l’ingresso in aula di un uomo di 78 anni che vive a Colle San Marco, nei pressi della roulotte dove i tre operai macedoni si appoggiavano durante i lavori nel cantiere di ristrutturazione di un’abitazione privata.

In aula è stato proposto il filmato che riportava il video della perizia eseguita nei mesi scorsi nelle Marche.

È stato al momento dell’audizione del conduttore del cane molecolare, sentito con il perito cinofilo che ha sottoposto a test l’animale, definendolo “inattendibile”, che tra accusa e difesa di Parolisi è salita la tensione.

Gli avvocati del caporalmaggiore imputato, Valter Biscotti e Nicodemo Gentile, hanno contestato l’assenza di una parte importante del video, circa 8 minuti, relativa alla dimostrazione di quali campioni di odori o di indumenti fossero stati fatti annusare al cane molecolare perché ricercasse poi la persona cui appartenevano.

La difesa di Parolisi ritiene che la perizia non sia in grado di ridurre a marginale quanto dal cane fiutato sul pianoro di Colle San Marco, mentre la procura teramana ritiene che quel cane non fosse in grado di esercitare quella “selezionare olfattiva” tipica di un animale da ricerca di tracce e, dunque, non fosse attendibile nell’aver fiutato una presenza di Melania nei pressi del monumento ai caduti della resistenza.

GIP NOMINA PERITO CASI CLAPS E GAMBIRASIO

L’udienza si è chiusa verso le 15, dopo che in aula sono state lette le dichiarazioni rese nell’indagine preliminare dal 78enne residente di Colle San Marco, la cui testimonianza era stata chiesta dalla procura di Teramo.

Il gip Marina Tommolini ha accolto la richiesta del legale della parte civile, l’avvocato Mauro Gionni, di nominare un altro super perito, il terzo, che approfondisca l’aspetto della presenza delle larve sul cadavere di Melania al momento del ritrovamento, il 20 aprile 2011, nel boschetto di Ripe di Civitella (Teramo), nel tentativo di fissare con più precisione possibile l’ora della morte di Melania.

Lo stesso gip ha individuato il perito in Stefano Vanin, entomologo forense, titolare di una cattedra al Department of Chemical & Biological Sciences dell’Università inglese di Huddersfield, già coinvolto nelle indagini scientifiche dei casi di Elisa Claps e Yara Gambirasio. Il biologo riceverà l’incarico il prossimo 15 giugno.

Secondo gli avvocati di Parolisi ci sono “atti di straordinaria rilevanza processuale” che sono stati nascosti alla difesa ed al giudice.

È quanto affermano Valter Biscotti e Nicodemo Gentile in una dichiarazione all’Ansa a poca distanza dalla conclusione dell’udienza odierna.

Tali atti andrebbero, secondo i due legali, dal fascicolo a carico degli operai macedoni, aperto ‘parallelamente’ a quello su Parolisi, alla ripresa audiovisiva dell’autopsia sul cadavere di Melania.
 
“Con sorpresa la difesa – dichiarano i legali di Parolisi – ha appreso l’esistenza di un fascicolo separato sempre relativo all’omicidio di Melania e che, probabilmente, attività investigative, tipo il prelievo del Dna, sono state eseguite solo d’impulso del giudice”.

“La difesa – proseguono gli avvocati – ritiene inoltre che un atto di straordinaria rilevanza processuale come le riprese audiovisive dell’autopsia, non era stato messo a disposizione delle parti ed era conservato a cura degli investigatori, e solo questa mattina la difesa ha preso conoscenza della sua esistenza”.