L’AQUILA – L’Aquila Calcio ritrova la vittoria e risale qualche posizione nel girone F di serie D, scacciando i fantasmi della crisi proprio nel giorno in cui l’ambiente va in frantumi e diventa insanabile la frattura tra società, peraltro assente nei suoi massimi esponenti, e tifoseria.
Gli ultrà dei Red Blue Eagles hanno contestato duramente per gran parte del primo, facendo capire a chiare note di avercela con il gruppo dei soci, cui hanno riservato cori astiosi e lo striscione “lasciate”, e non con i giocatori, cui hanno riservato solo due raccomandazioni: onorare i colori rossoblù e riportare L’Aquila tra i professionisti.
Mica facile, con queste tensioni, e infatti a fine gara è arrivato lo sfogo dell’allenatore, Massimo Morgia, che a parte un paio di accenni ai temi tattici come Russo “falso nove”, autore di una doppietta, o i bravi ragazzini in campo, ha riservato ai cronisti un lungo monologo sulla situazione ambientale non ideale.
“Sono amareggiato, questa tensione evidente in tutto l’ambiente la combatto da tempo, ma non possiamo permetterci di farci del male da soli perché la squadra non è in grado di sopportare queste tensioni – ha avvertito – Volevo una grande unione fra tutti, è l’unico modo per risalire. Invece ci sono continue tensioni e questo toglie serenità”.
“Oggi hanno giocato tre ragazzini che hanno portato avanti la Juniores dell’anno scorso, vuol dire che nell’ultima stagione (quella della retrocessione, ndr) non tutto è stato fatto male”, ha aggiunto l’allenatore, spezzando anche una lancia in favore della società, oggi rappresentata solo dall’amministratore unico Antonio Ranucci e dal direttore generale Fabio Aureli.
Per il resto, il match con in Lanusei, penultimo in classifica, ha mostrato la “solita” L’Aquila, per larghi tratti molto bella, eppure in difficoltà sia all’inizio, quando ha rischiato di subire ancora una volta gol per prima in casa, sia alla fine, quando a dispetto del doppio vantaggio una rete casuale degli ospiti ha riaperto i giochi.
Una squadra capace di giocare molto bene ma che ancora non riesce a diventare impenetrabile nei suoi assetti difensivi, con qualche passaggio a vuoto che può risultare anche indenne contro squadre di minore caratura ma alla lunga rischia di far perdere punti preziosi, come d’altronde già avvenuto, in un campionato in cui, è stato confermato oggi, non c’è una prima della classe nettamente superiore.
Oltre a questo, tra l’ennesimo legno colpito e una serie di occasioni divorate, la squadra ha mostrato ancora una volta potenzialità al momento solo tali, che devono essere appieno espresse. Morgia, da tecnico navigato, ne è consapevole e “copre” e applaude i suoi, cercando di scaricare dalla squadra proprio quelle tensioni che potrebbero minare un’autostima non ancora perfetta.
Tra i singoli da segnalare la prova di Russo, per la prima volta al centro dell’attacco, due gol e una traversa, e le prove dei giovanissimi Diktevicius (ormai una realtà), Esposito e Sieno. Ancora da rivedere Zane, che si è anche mangiato un gol, mentre oltre al nove falso ci si interroga su dove sia finito il nove vero e quando arriverà il turno, dopo Ganci e lo stesso Russo, dell’atteso Bonvissuto.
Tra le buone notizie va anche segnalato il ritorno come speaker di Claudio Alfonsetti, storico dj di Radio L’Aquila 1. Anche grazie alla sua voce caratteristica, che rievoca le grandi imprese rossoblù degli anni Duemila, e le note di Jump dei Van Halen a ogni gol, la gara ha avuto una marcia in più.
L’Aquila: Farroni, Pepe, Sembroni, Diktevicius, Esposito, Sieno, Minincleri, La Vista (12’ st Brenci), Russo (32’ st Ganci), Zane, Valenti (26’ st Bartoccini). All. Morgia
Lanusei: Recalchi, Bonu, Contu, Sini, Cocco, Camilli (21’ st Ahmed Kadi), Floris, Delrio (1’ st Ianni), Papini, Ladu, Aloia (1’ st Cavallaro). All. Hervatin
Arbitro: Testa di Isernia
Reti: 41’ pt Russo, 7’ st Russo, 42’ st Ahmed Kadi, 46’ st Minincleri
Note: spettatori 1.500 circa. Ammoniti Brenci, La Vista, Camilli, Floris.






