L’AQUILA – “Non cediamo ai ricatti”.

Con questo titolo gigante e in maiuscolo arriva una nota di segretari, coordinatori e rappresentanti delle otto liste, le sei originarie e le due aggiunte per il ballottaggio, che sostengono Massimo Cialente.

Gli esponenti politici prendono posizione sullo scottante caso dell’accordo pre-elettorale saltato e svelato tra Partito democratico e Futuro e libertà in cui si promettevano ai finiani, presidenze, poltrone e posti in cambio dell’appoggio al secondo turno.

Nella nota si ribalta la questione, spiegando che “l’aver rifiutato quell’accordo dimostra che Cialente è un uomo libero e che guida una coalizione di persone libere che intendono governare in maniera autonoma”.

Oltre allo stesso Cialente, a firmare la nota Giampaolo Arduini (coordinatore Cattolici Democratici), Alessandro Fallocco (delegato lista L’Aquila Oggi), Ermanno Giorgi (segretario comunale Api), Lelio De Santis (segretario comunale Idv), Francesco Iritale (segretario comunale Pd), Angelo Ludovici (segretario provinciale Pdci), Francesco Marola (segretario provinciale Prc), Giustino Masciocco (segretario comunale Sel), Roberto Riga (coordinatore Api), Giancarlo Vicini (segretario comunale Psi).

LA NOTA COMPLETA

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e l’intera coalizione del centrosinistra non intendono cedere, né mai hanno ceduto, a ricatti, imposizioni dall’alto e accordi raggiunti nelle sedi pescaresi o romane.

Tantomeno intendono farsi spaventare o condizionare dalla macchina del fango che è stata messa in moto.

L’accordo con Fli è saltato perché la coalizione di centrosinistra non ne condivideva lo spirito, le modalità e i contenuti.

Per noi la politica si fa con i programmi, le idee e i progetti e non intendiamo accettare e fare nostro un agire politico che si fa mercimonio e compravendita, come quello messo in atto da chi, prevedendo la vittoria di Massimo Cialente al ballottaggio, ha provato a salire sul carro dei vincitori utilizzando ricatti in funzione dell’unico interesse che aveva: quello per le poltrone e le prebende.

Noi non siamo così. L’aver rifiutato quell’accordo dimostra che Massimo Cialente è un uomo libero e che guida una coalizione di persone libere che intendono governare in maniera autonoma.

Il documento divulgato da Fli, dimostra, nero su bianco, che a quei ricatti Cialente ha sbattuto la porta in faccia, insieme con tutta la coalizione.

Nessuno può decidere al posto nostro. Noi abbiamo invece concluso, alla luce del sole, un accordo politico con l’Idv che ci consentirà di allargare la coalizione.

Questo accordo permetterà, peraltro, ad altri movimenti (“L’Aquila che vogliamo”, con il suo candidato sindaco Vincenzo Vittorini, e “Appello per l’Aquila”, con Ettore Di Cesare), di entrare in Consiglio comunale.

Una scelta che, nella sua coerenza e nella sua difesa dell’autonomia della coalizione di centro sinistra, con la sconfessione dell’accordo pescarese, ha ribadito che per L’Aquila devono decidere gli aquilani.

Per la nostra città decidiamo noi. E decidiamo all’Aquila.