L’AQUILA – “Penso sempre la stessa cosa. Fosse dipeso solo da me non lo avrei fatto. Quando hai fatto una proposta quella è, non si devono cercare apparentamenti o accordi”.

Che strana situazione per Angelo Mancini, candidato sindaco in solitaria con l’Italia dei valori contro Massimo Cialente, basti guardare la manciata di articoli correlati relativi ai mesi scorsi pieni di strali velenosi, “soli perché il centrosinistra è incapace”, e ora vittima (più che artefice) di un apparentamento proprio con il sindaco uscente, nella cui maggioranza dovrebbe tornare a far parte in caso di vittoria al ballottaggio contro Giorgio De Matteis.

Una situazione che mette in difficoltà e imbarazzo Mancini, al di là del suo “capisco le logiche dei partiti” di prammatica che ripete ogni tanto. In realtà, scavalcato completamente dalla situazione, il preside medita gesti che potrebbero essere anche clamorosi, come le dimissioni.

“Avrei preferito che tutto si fosse fermato così – spiega ad AbruzzoWeb – ma sia l’assemblea delle mie due liste (Idv e L’Aquila oggi, ndr) sia dei segretari dei partiti della coalizione ha deciso praticamente all’unanimità, ero in netta minoranza anche se qualcun altro la pensava come me”.

“L’apparentamento – aggiunge – è stato firmato da Lelio De Santis per l’Idv e da Alessandro Fallocco per l’altra lista, perche Giuseppe Bernardi, ispiratore con Sinistra per L’Aquila, è all’estero. Mi è arrivato un sms da un’elettrice: come Montanelli, turiamoci il naso. E se apparentamento doveva essere non poteva che essere con Cialente, con De Matteis sarebbe stato innaturale”.

Tono tutt’altro che entusiasta, ai limiti della sopportazione. Viene da pensare che a tirare un altro po’ la corda Mancini possa mandare tutti al diavolo e uscire dal gioco.

“Se diventa una questione di poltrone sì – confessa – Mi tenta dimettermi anche perché farei entrare in Consiglio un giovane di 26 anni, Fabio Cortelli, che stimo molto. Questo succederebbe pure se facessi l’assessore, sono tentato solo per questo motivo, o se lo facesse Giuliano Di Nicola”, quest’ultimo entrerà in Consiglio dopo l’apparentamento in caso di vittoria di Cialente.

Ma dopo una campagna elettorale tutta contro Max, gli elettori gradiranno la brusca marcia indietro? “Loro lo sanno che ognuno è libero di regolarsi. Non è che questa cosa l’avranno vista di buon occhio – sospira il preside – ma entrano in ballo le dinamiche dei partiti ti passano sopra la testa. Tanti miei elettori andranno a votare, la maggioranza magari voterà Cialente ma molti anche De Matteis”.

A posteriori Mancini si candiderebbe ancora da solo? “Sì, le ragioni per cui ho fatto la scelta di rompere con il centrosinistra ci sono ancora: spero che la nuova amministrazione qualche dubbio me lo tolga”, conclude.