CHIETI – Se il 2011 si è chiuso con un bilancio in pareggio, i primi mesi del 2012 evidenziano una netta flessione della base imprenditoriale locale.
E’ quanto viene fuori dalla giornata dell’Economia organizzata dalla Camera di commercio di Chieti per fare il punto sulla situazione economica della provincia teatina.
I dati preoccupano: la differenza tra imprese che hanno iniziato l’attività e quelle che hanno chiuso i battenti è negativa per 398 unità. Tale sfavorevole andamento è imputabile in maggior misura alla poco vivace dinamica delle iscrizioni più che ad un aumento delle cessazioni di imprese.
Buona invece è la performance delle nostre imprese sui mercati esteri, con le esportazioni in crescita del +17%, a fronte di un dato nazionale attestato a +11,4%. Tensioni sul mercato del lavoro dove si prevedono 1.500 posti di lavoro in meno.
Accanto alla tradizionale analisi degli andamenti dei principali indicatori economici, in occasione del decennale dell’evento, l’ente camerale presieduto da Silvio Di Lorenzo, in collaborazione con la propria azienda speciale “Agenzia di Sviluppo” e il Dipartimento di economia aziendale della “d’Annunzio“, ha dedicato un momento di approfondimento al marketing territoriale, quale strumento di sviluppo e rilancio della provincia di Chieti.
In particolare, sono stati presentati i migliori tre progetti di marketing territoriale per la provincia di Chieti realizzati dagli studenti del corso di Marketing territoriale della facoltà di Economia.
I lavori della Giornata si sono aperti con i saluti del presidente Silvio Di Lorenzo, di Letizia Scastiglia, presidente dell’agenzia di sviluppo e di Augusta Consorti, direttore del Dipartimento di economia aziendale dell’università “d’Annunzio“.
E’ toccato, invece, al segretario generale della Camera di commercio Paola Sabella a illustrare le principali dinamiche che hanno caratterizzato il sistema economico locale nel 2011 e nei primi mesi del 2012.
“I dati confermano il ruolo importante che la provincia di Chieti detiene in ambito regionale – commenta la Sabella – in termini di esportazioni (67,6% del totale export dell’Abruzzo), di valore aggiunto prodotto (29,2% del totale regionale) e di numero di imprese (31,4% del totale regionale)”.
“Purtroppo – continua il segretario generale – la crisi sta manifestando i suoi effetti anche sul nostro tessuto imprenditoriale: nei primi tre mesi del 2012 il saldo tra imprese iscritte e cessate è pari -398 imprese e, di conseguenza, il tasso di sviluppo è di segno negativo (-0,84%). La dinamica registrata in provincia di Chieti, inoltre, è peggiore rispetto a quanto registrato a livello nazionale (-0,43%)”.
“Facendo riferimento alle forme giuridiche – conclude Sabella – sono le imprese meno strutturate quelle che non resistono agli urti della crisi (-407 il saldo nati-mortalità delle ditte individuali)”.






