CHIETI – Vero e proprio spauracchio degli ultimi giorni, l’Imu a Chieti è ancora un mistero. L’amministrazione comunale non ha ancora deciso quale tipo di aliquota applicare, anche se l’assessore comunale al Bilancio Roberto Melideo, fa sapere che non si andrà lontano da quelle che sono quelle standard proposte dala governo: il 4 per mille per la prima casa e il 7,6 per la seconda.
Per Melideo è “indispensabile un’ulteriore verifica a livello romano sulla possibilità di ridurre l’ammontare dei trasferimenti destinati nelle casse dello stato per alleggerire il peso di un risanamento del deficit pubblico che grava tutto sui Comuni”.
“Infatti – continua l’assessore – il meccanismo così come imposto prevede il taglio dei trasferimenti compensativi ai fini Ici e il versamento diretto al momento del pagamento dell’Imu di una sua parte direttamente nelle casse dello Stato”.
“Così come ad oggi impostata, quindi – ribadisce Melideo – l’Imu diventa praticamente una tassa che serve solo a coprire una parte del deficit dello Stato in quanto quest’ultimo taglia le risorse ai comuni e costringe gli amministratori o a ridurre i servizi e le opere pubbliche o ad aumentare le aliquote per preservare le prestazioni vigenti”.
Se le aliquote restano quelle ipotizzate, si può stimare che un appartamento di 100 metri quadri a Chieti (categoria A2) di un teatino che lo possiede come prima casa con due figli a carico verrà a costare 170 euro di Imu: 470 di imposta lorda detratta dei 200 euro per la prima casa e dei 100 per i figli a carico.
Una prima casa di 80 metri quadri (categoria A3) per un proprietario in questo caso senza figli a carico verrà a costare 35 euro di Imu (Imu lorda di 235 euro cui si detraggono 200 euro perché prima casa).
Per una seconda casa di 60 metri quadri (categoria A3) si dovrà pagare, invece, 485 euro di Imu.
Per quanto riguarda la richiesta di eliminare del tutto o, almeno, di abbassare l’Imu per gli abitanti di contrada Casoni, che già devono scontare la difficile convivenza con la discarica e i relativi impianti di trattamento rifiuti, Melideo spiega che bisogna ancora considerare molti fattori prima di poter prendere una decisione.
L’assessore comunque fa capire che non ci sono le condizioni di bilancio per una operazione di questo genere.
Intanto, in provincia di Chieti, Vasto ha già deciso quale aliquota applicare: il 4,5 per mille sulle abitazioni, l’8,1 sulle attività produttive e il 9 sulle seconde case.
Lo ha deciso il Consiglio comunale che ha sancito anche aliquote inferiori per gli ultrasessantenni a basso reddito e per le seconde case ad affitto concordato. (ar.ia.)






