L’AQUILA – Contro tutto, contro tutti e per L’Aquila.

Disegna così la sua candidatura in solitaria Angelo Mancini, candidato sindaco dell’Italia dei valori, nel rispondere alle domande di AbruzzoWeb.

Contro Massimo Cialente, che accusa di “aver privilegiato l’interesse privato rispetto a quello pubblico”. Anche se un esponente del suo partito, Pierluigi Pezzopane, è stato in Giunta fino a pochi giorni dall’ufficializzazione.

Contro gli altri partitini del centrosinistra, Rifondazione e Sinistra e libertà, che bacchetta per “aver pensato più alla rappresentanza politica che al programma per la città, appoggiando Cialente”.

Mancini che, a differenza dice degli altri candidati, ha capito “che il domani si costruisce partendo dall’oggi” e infatti la sua lista civica affiancata a quella dipietrista si chiama “L’Aquila oggi”.

Per il futuro dichiara di non volere fare “voli pindarici” ma “la realtà è che gli aquilani vogliono tornare nelle loro case” e a quello bisogna pensare.

Bocciata, infine, la campagna elettorale: “Piena di veleni, polemiche inutili e scarso confronto sui programmi”, sbotta Mancini.

Lei e il suo partito, l’Idv, avete deciso di rompere con il centrosinistra e correre da soli; come mai, dopo essere stati in maggioranza e nella Giunta praticamente per cinque anni? Non le sembra una scelta contraddittoria, visto che da un lato criticavate l’amministrazione mentre dall’altro ne facevate parte?

Non c’è alcuna contraddizione. Siamo stati con coerenza per cinque anni all’interno della coalizione di centrosinistra, ma , terminato il mandato,  ci sentiamo liberi di proporre un nostro programma che è diverso da quello di Cialente in termini di concretezza. Non abbiamo criticato l’amministrazione, ma ci siamo opposti a quei provvedimenti che non ritenevamo utili per la città.

Quali sono le principali accuse che muovete all’amministrazione Cialente e che vi hanno spinto alla rottura?

L’incapacità amministrativa, la polemica sterile e non costruttiva, l’aver privilegiato l’interesse privato rispetto a quello pubblico soprattutto nella gestione dei settori urbanistico e ambientale.

Nei mesi scorsi avete avuto abboccamenti con Rifondazione comunista, come mai non si è arrivati all’intesa, forse perché il Prc si è ricompattato con Cialente?

Non vi è stato alcun abboccamento. Sel, Prc e Idv avevano un progetto comune per la città che non prevedeva un accordo con Cialente.  Le segreterie di Sel e Rifondazione, pensando più alla rappresentanza politica che al programma per la città, hanno deciso di appoggiare Cialente pur avendolo in precedenza fortemente criticato e osteggiato.

Il vostro partito ha fatto della battaglia legalitaria uno dei temi principali dell’azione politica, secondo lei da questo punto di vista com’è la situazione all’Aquila?

La situazione all’Aquila è molto critica ed è da tenere sotto controllo per evitare ingerenze malavitose nel processo della ricostruzione che, peraltro si sono già profilate. È necessario che tutti vigilino, non solo gli organi preposti a tale scopo, ma anche i comuni cittadini.

L’emergenza terremoto e la ricostruzione sono state caratterizzata da più di un’inchiesta che ha evidenziato la presenza di infiltrazioni mafiose e cricche affaristiche.

L’Idv si è sempre impegnata affinché l’interesse privato non prevalesse su quello pubblico. A tale scopo abbiamo sempre richiesto con forza e decisione la massima trasparenza in tutti i provvedimenti e gli atti relativi alla gestione dell’emergenza e della ricostruzione.

Con quale programma elettorale si presenta l’Idv che è forte di due liste, una delle quali civica?

I punti principali del programma sono riorganizzazione della struttura comunale, ricostruzione materiale, sociale, economica e culturale della città, lavoro, sicurezza e gestione del territorio.

Quali sono le differenze con gli altri candidati, in particolare il vostro alleato, il sindaco uscente Massimo Cialente, il candidato del centrodestra, Pierluigi Properzi e il candidato del movimento “L’Aquila città aperta”, Giorgio De Matteis?

Noi non ci lasciamo trascinare in sogni irrealizzabili, ma vogliamo attivare interventi che si possano realizzare oggi, stabilendo tempi, modalità e risorse per raggiungere obiettivi concreti misurabili e verificabili. Gli altri candidati pensano solo al domani, non capiscono che il domani si costruisce partendo dall’oggi.

È cosciente di partecipare alle elezioni più importanti della storia secolare dell’Aquila, alle prese con la sfida epocale della rinascita dopo il tragico terremoto del 6 aprile 2009?

Ne sono perfettamente consapevole. Ho deciso di mettermi in gioco, offrendo tutto il mio impegno e le mie competenze alla città. Avrei considerato un tradimento non farlo e quindi sottrarmi a un dovere civico nel  momento di più grave necessità per l’Aquila.

Che cosa pensa della situazione cittadina? La ricostruzione pesante ancora non decolla e il rilancio economico è una chimera.

La ricostruzione pesante ancora non decolla per le scelte sbagliate a livello legislativo. Manca infatti una legge chiara che preveda modalità, tempi e risorse per la ricostruzione. Ci si è basati esclusivamente sul sistema delle ordinanze, spesso anche contraddittorie tra di loro e difficilmente interpretabili, che hanno disorientato e messo in difficoltà i comuni cittadini e perfino i tecnici. Nessun aiuto è stato dato alle imprese preesistenti alla data del 6 aprile 2009 e a quelle che avrebbero avuto intenzione di insediarsi sul territorio.

A quale progetto di città lavorerà in caso di vittoria?

Non lasciamoci trascinare da voli pindarici, la realtà è che gli aquilani vogliono tornare nelle loro case, ritrovare i loro luoghi, le loro radici, le loro tradizioni. Voglio vedere la rinascita dell’Aquila ricostruita materialmente, socialmente, economicamente e culturalmente.

Qual è la prima decisione che adotterà se dovesse vincere le elezioni?

Approvare il bilancio di previsione, strumento che permette di realizzare il programma annuale e pluriennale.

Che campagna elettorale è stata?

Piena di veleni, polemiche inutili e scarso confronto sui programmi.

Oltre a molti cittadini in difficoltà, L’Aquila e il suo territorio presentano una forte crisi anche a livello imprenditoriale. Una situazione che si va a sovrapporre con la limitazione dell’accesso al credito, con lamentela in tal senso indirizzate anche alla Cassa di Risparmio della provincia dell’Aquila, la più grande banca del territorio. Cosa pensa di fare su questo?

La Cassa di risparmio, come sappiamo, è stata inglobata nella Bper. L’Idv lavorerà affinché i risparmi degli aquilani vengano investiti sul territorio anche in termini di accesso al credito per le piccole e micro imprese.

Se alla fine dovesse perdere queste elezioni, quale e quanto sarà il suo impegno per L’Aquila?

Quello di sempre.

Se non arriverà al ballottaggio che ne sarà del suo progetto politico? Si apparenterà, ufficialmente o ufficiosamente, con uno dei due contendenti, visto che De Matteis non ha mai nascosto una simpatia nei suoi confronti?

No, non faremo nessun apparentamento, ma sosterremo tutti i provvedimenti utili per la città.

Se al contrario sarà allo spareggio, nel secondo turno a quale elettorato parlerà?

Parlerò a tutti i cittadini liberi di questa città.

Teme il partito dell’astensionismo? Penalizzerà a destra o a sinistra?

No, penso che voterà un’alta percentuale di cittadini.

Otto candidati sindaco: è un’opportunità o una vergogna?

Otto proposte diverse sono una grande opportunità di scelta. Berardino Santilli