CHIETI – Ultimo appuntamento con la rassegna di teatro contemporaneo del Marrucino curato da Stefano Angelucci Marino, domani venerdì 27 aprile alle 21, con “La fiaccola sotto il moggio” di Gabriele d’Annunzio, regia di Serena Sinigaglia.

In palcoscenico ci saranno due uomini e tre donne che ricopriranno ognuno un doppio ruolo, tutto questo con una scenografia pensata in maniera volutamente minimalista.

Ritorna a vivere in questo modo la celebre tragedia che d’Annunzio ambientò ad Anversa degli Abruzzi (L’Aquila).

La regista, Serena Sinigaglia, si è detta spiazzata a leggere le pagine dell’opera dannunziana che si è tradotto in uno spettacolo teatrale sorprendente, che sembra adattarsi particolarmente, fa presente la regista, ad un periodo di crisi economica e culturale, dove sembra che la corruzione e la menzogna sono gli unici punti fermi su cui “contare”.

Il senso di decadenza che pervade l’antico castello di Anversa, dimora della famiglia dei Sangro, dove tutto è “vetusto, consunto, corroso, fenduto, coperto di polvere, condannato a perire”, sembra davvero essere lo stesso di questi nostri tempi.

Mettere “la fiaccola sotto il moggio”, espressione tratta dal linguaggio evangelico, significa occultare la verità e nella pièce quando la giovane Gigliola decide di alzare la fiaccola e di far emergere l’atroce verità che pesa sul capo del padre Tibaldo e della matrigna Angizia, la situazione, invece di migliorare, precipita.

La forza della verità non fa che accelerare il processo di disfacimento, quel crollo, già in atto da tempo, della casa e della famiglia. Dunque la verità non salva, non cura, ma finisce l’opera che la menzogna e il crimine hanno cominciato.

Gli attori, vestiti a lutto, saranno gli officianti di questo rito di distruzione e sacrificio che, su precisa indicazione dell’autore, accade in occasione della Pentecoste cristiana.