COLONELLA – Convocare un tavolo in Prefettura alla presenza sia della Regione Abruzzo che della proprietà per trovare la quadra sugli stipendi e soprattutto per trovare soluzioni che garantiscano un futuro all’Atr, azienda che si occupa di progettazione e realizzazione di componenti in fibra di carbonio.
A chiederlo, i sindacati di categoria, che ieri mattina in occasione dello sciopero di 8 ore indetto al sito industriale di Colonnella (Teramo), con tanto di picchetto davanti ai cancelli dello stabilimento, hanno illustrato le problematiche economiche e sociali che i lavoratori della storica azienda teramana stanno vivendo, i timori circa il futuro occupazionale e produttivo del sito e le prossime iniziative sindacali.
Ad oggi, infatti, i lavoratori devono ancora percepire lo stipendio di luglio e quello di dicembre e l’azienda ha preannunciato un piano di cassa integrazione straordinaria a zero ore per 100 dipendenti su 150 rigettato dai sindacati.
“Oggi abbiamo avuto un’assemblea con i lavoratori e visto che la proprietà non ha fornito nessuna novità nelle prossime ore chiederemo la convocazione del tavolo in Prefettura”, ha spiegato il segretario della Fiom Cgil Mirco D’Ignazio– “L’azienda si è impegnata a pagare dicembre e parte di luglio entro il 15 febbraio, ma per noi è inaccettabile. Ma soprattutto ci preoccupa il piano di cassa integrazione straordinaria, che metterebbe ancora più in difficoltà l’azienda”.
Per i sindacati la cigs a zero ore rappresenterebbe di fatto l’anticamera della chiusura dell’azienda, depauperandola di risorse umane e know how.
“Noi abbiamo proposto altre soluzioni, come la solidarietà o la cig ordinaria – ha aggiunto Marco Boccanera della Fim Cisl – che permetterebbero di affrontare la crisi di liquidità e i problemi legati alle commesse salvaguardando azienda e lavoratori. Adesso chiederemo la convocazione del tavolo in prefettura con la Regione lo stesso Di Murro e vedremo il da farsi”.
Stamattina erano presenti anche il sindaco di Colonnella Leandro Pollastrelli, il consigliere regionale Dino Pepe e il deputato Antonio Zennaro.
“Si sono impegnati a velocizzare la convocazione del tavolo – ha concluso Delfino Coccia, della Uilm Uil – in occasione del quale ci sarà un altro sciopero di 8 ore con picchetto di fronte alla Prefettura. Ad oggi continuiamo a registrare il silenzio della Regione, chiamata più volta, e abbiamo la sensazione che quello che manchi sia la volontà dell’azienda di fare impresa”.



