L’AQUILA – “Lo scippo a danno dell’ospedale dell’Aquila non riguarda solo la divisione dei reparti: il danno più grave è la diminuzione di 20 posti letto che comporterà l’impossibilità di diventare presidio di secondo livello”, ovvero quello con migliori specialità e finanziamenti.
A lanciare l’allarme ad AbruzzoWeb a margine della conferenza stampa del centrodestra regionale sempre sui temi della sanità è il consigliere comunale aquilano Guido Liris, vice presidente abruzzese di Forza Italia.
Sul tema oggi si discuterà nel capoluogo in un Consiglio comunale che si annuncia infuocato, alla presenza dell’assessore regionale Silvio Paolucci che illustrerà la riforma che, da quanto analizzato fin qui, dovrebbe penalizzare pesantemente il sistema sanitario locale, ipotesi smentita seccamente dall’assessore.
“Nel nuovo piano sanitario 2016/2018 – rileva infatti – il governo di Luciano D’Alfonso ha spostato quasi 20 posti letto dall’Aquila ad Avezzano, portando il capoluogo a circa 390 posti letto: la diminuzione sotto i 400 della dotazione destinata al San Salvatore è la testimonianza di una chiara volontà di determinare anche numericamente, dopo averlo già fatto politicamente, l’impossibilità di diventare Dea (dipartimento di emergenza e accettazione, ndr) di secondo livello, ovvero ospedale a più alta intensità di cura. Sotto i 400 posti letto, infatti, è tecnicamente impossibile avere un ospedale di secondo livello”.
Secondo Liris, “lo scopo è lampante: innescare campanilismi e scontri territoriali tra le realtà della provincia dell’Aquila per poter approfittare della frammentarietà delle posizioni politiche e amministrative e avere tempi e modi di realizzare una sanità di alto valore specialistico sul territorio costiero”.
“Avezzano sbaglia a coltivare il proprio orticello: i piccoli contentini di cui si sta fregiando a danno dell’ospedale dell’Aquila sono un modo per indebolire certamente oggi il capoluogo ma, in prospettiva, l’intera provincia – prosegue – Quello di D’Alfonso è un abbraccio mortale: non bisogna essere miopi in questa fase. Sbagliare adesso significa creare i presupposti per una morte politica, economica, sociale e culturale dell’intera provincia”.
“Ricordo infatti che gli atti costruiti da D’Alfonso portano dritti a una perdita di capacità attrattiva, a una diminuzione dell’offerta sanitaria, a una morte della facoltà di Medicina aquilana e, con essa, a un trasferimento di tutte le scuole di specializzazione in realtà a più alta offerta sanitaria”.






