L’AQUILA – Non solo Porta Barete: potrebbe rinascere diversamente da “dov’era e com’era” anche l’edificio accanto alla stazione ferroviaria dell’Aquila, che molti ricordano, di colore verde sbiadito, quando ospitava il Consorzio agrario.

Uno spostamento che risolverebbe numerosi problemi: farebbe nascere un parcheggio per le 99 Cannelle e la stazione stessa, libererebbe la visuale delle mura ricostruite, risolverebbe i dubbi di natura urbanistica che hanno portato al blocco dei lavori di ricostruzione dello stabile che, al momento, vedono la sola struttura di acciaio montata come uno scheletro e accusata di essere più alta dell’esistente.

“Ho parlato con i proprietari – spiega l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano – e ho avuto la loro disponibilità a spostarsi, sto facendo studiare il tutto dagli uffici, certo è che prima di prendere una decisione del genere vorrò un confronto con la Giunta e la commissione Territorio”.

“Come si vede, comunque, non tutti all’Aquila sono per il no a priori, non sempre si fanno le risse per rimanere dove si sta”, aggiunge polemicamente, in riferimento alle difficoltà per arrivare a un risultato del genere anche nella vicina area archeologica di Porta Barete.

D’altronde il guadagno sarebbe anche un premio di cubatura, quindi nella nuova posizione i titolari della Giuseppe Moro Srl potrebbero ricostruire un edificio più grande.

“È il minimo – conferma Di Stefano – perché lo prevedono le norme nazionali e quelle sul post-sisma. E poi quello stabile viene ricostruito con fondi privati perché acquistato dopo il terremoto: i proprietari perderanno certo dei soldi, anche se la struttura in acciaio è solo avvitata, non saldata, e potrà essere riutilizzata, ma una forma di compenso è giusta”.