GORIANO SICOLI – Sandro Ciacchi rompe il silenzio dei sindaci del cratere, dopo la clamorosa denuncia dell’architetto Marco Moca, che dimettendosi da coordinatore dell’Ufficio territoriale (Utr) numero 7 di Goriano Sicoli (L’Aquila) ha lanciato pesanti accuse agli amministratori e ai vertici dell’Usrc (l’Ufficio speciale per la ricostruzione dei comuni del cratere), che avrebbero esercitato “pressioni in merito all’applicazione della normativa vigente riguardante l’attribuzione e revisione degli esiti di agibilità, allegando la perizia giurata dei tecnici successivamente alla data del 18 febbraio 2011”, indicato come termine perentorio da una ordinanza dell’allora commissario Gianni Chiodi.
Per l’ex sindaco di Goriano Sicoli, che insieme al sindaco di Barisciano Francesco Di Paolo coordina i sindaci del cratere, “è solo un problema di interpretazione di norme”, ma “se il principio è quello di riaprire tutte le procedure come se il terremoto fosse accaduto ieri mattina sono assolutamente contrario”.
Bocche cucite, intano, da parte degli altri amministratori. E non è più stata diffusa la nota sottoscritta da tutti i sindaci, annunciata sabato scorso ad AbruzzoWeb da Antonio De Crescentiis, presidente della Provincia e sindaco di Pratola Peligna, uno dei Comuni con il maggior numero di casi in cui, sempre secondo Moca, “si continuano a costituire aggregati formati da edifici che non hanno avuto danni importanti ma che grazie alle perizie giurate ottengono il riconoscimento dell’indennizzo per il miglioramento sismico”.
Tornando alla denuncia di Moca, Ciacchi spiega come “il confronto con l’Usrc è ancora in atto, l’ordinanza è molto circostanziata e se si tratta di valutare applicabilità ok, ma discutiamone!”.
“I sindaci vogliono una verità, non la loro verità”, aggiunge, negando comunque la presenza di un “sistema”.
“Non c’è una generalizzazione nella quale si aprono le porte a nuovi consorzi o a revisioni della stima dei danni”, spiega Ciacchi.
“Non mi sembra ci sia un sistema diffuso, le pratiche vanno valutate più attentamente, le pressioni ci sono affinché si arrivi ad una soluzione non affinchè si arrivi alla soluzione chiesta dai sindaci”.
“I sindaci – spiega il coordinatore – chiedono che si dia una risposta al problema, non che si dia la loro risposta, poi se qualche sindaco ha fatto illeciti non so dirlo. I progettisti si sono assunti la loro responsabilità, tra Villa Sant’Angelo e un comune fuori cratere c’è una differenza immane, in termini di danno e di vite perse, è imparagonabile”.
“L’Usrc ha tentato di svolgere un ruolo di coordinamento, si è cercato di trovare soluzioni – continua – se si rimane nell’ambito dell’interpretazione della norma ok, ma se si fanno allusioni di carattere giudiziario mi fermo, se posso dò il mio contributo altrimenti ne sto fuori”.
Per Ciacchi, insomma, ad una sola risposta occorre rispondere: “Quell’ordinanza dice come ci si comporta, chi è tenuto a decidere se considerarla ancora legittima e vigente?”.



