L’AQUILA – Alla provincia di Pescara va il podio abruzzese 2019 nella classifica delle province per qualità della vita e al 43esimo posto tra le italiane, seguita da Chieti (52esima a livello nazionale), Teramo (56esima) e L’Aquila, che chiude la graduatoria regionale e si piazza al 61esimo posto in Italia.
Milano conferma la sua leadership e vince per il secondo anno consecutivo la graduatoria del Sole 24 Ore; l’ultima classificata, quest’anno, è Caltanissetta mentre Roma e Napoli salgono alcuni gradini.
La “Qualità della vita 2019” è una versione extra large della tradizionale indagine del quotidiano sul benessere nei territori, su base provinciale: rispetto all’anno scorso, infatti, il numero di indicatori è aumentato da 42 a 90, divisi in sei macro aree tematiche che indagano altrettante componenti dello star bene.
Le classifiche di tappa sono: “Ricchezza e consumi”, “Affari e lavoro”, “Ambiente e servizi”, “Demografia e società”, “Giustizia e sicurezza”, “Cultura e tempo libero”.
Performance positive, tra le 107 province censite, per tutte quelle delle grandi città: Roma, diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno. Napoli, pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81esima), rispetto alla scorsa edizione della Qualità della vita ha all’attivo una salita di 13 posizioni.
Sulla stessa linea le performance di Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20esima), Genova sale di 11 gradini (45esima), Firenze di sette (15esima) e Torino è 33esima (+5 punti rispetto al 2018); infine, Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67esimo posto, Bologna in calo pur restando nella parte alta della classifica al 14esimo posto.
Nella top ten delle città più vivibili, dove si incontrano anche Trieste (quinta) e Treviso (ottava), quest’anno entrano Monza e Brianza, che sale di 17 posizioni fino alla sesta, Verona che ne guadagna sette e arriva al settimo posto e – a chiudere la top ten – Venezia e Parma che salgono rispettivamente di 25 e 19 piazzamenti.
Se il caso di Milano è emblematico, soprattutto perché dopo il boom dello scorso anno la leadership è stata confermata, la classifica 2019 fotografa le performance positive di tutte le grandi città della Penisola (ad eccezione di Bologna, che registra un leggero calo): Roma , diciottesima, sale di tre posizioni rispetto alla classifica dello scorso anno.
Crescono anche Cagliari, che fa un balzo di 24 posizioni (20esimo), e Genova, sale di 11 gradini (45esimo), Firenze (+7, al 15esimo posto) e Torino è 33esima (+5 sul 2018). Il trend coinvolge anche le grandi città del Sud: Napoli , pur essendo nella metà inferiore della classifica generale (81esimo), rispetto alla scorsa edizione della Qualità della vita ha all’attivo una salita di 13 posizioni, mentre Bari mette a segno un incremento di 10 posizioni, raggiungendo il 67esimo posto.
Il gap tra Nord e Sud, una costante nelle fotografie scattate dalla Qualità della vita, non va dissolvendosi: la coda della classifica, infatti, è tutta concentrata nel Mezzogiorno con Enna al 104° posto, Foggia al 105° e Crotone al 106° prima della già citata Caltanissetta.
Il divario emerge soprattutto se si analizzano le performance su base regionale: Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta e Friuli Venezia Giulia sono sul podio, seguite dal Veneto, presente nella top 10 con tre province, dall’Emilia Romagna – che cresce, soprattutto nella classifica di tappa “Affari e lavoro” – e dalla Lombardia. In fondo alla classifica, invece, ci sono Sicilia e Calabria, rispettivamente ultima e penultima.
Nella classifica finale per la Qualità della vita 2019, L’Aquila si piazza al 61esimo posto nel 2019, mentre nel 1990 era alla posizione 32. In trent’anni il miglior piazzamento il capoluogo abruzzese lo ha avuto proprio nel 1990, mentre quello peggiore si è registrato nel 2015 quando è arrivato alla 77esima posizione.
Nella classifica “Ambiente e servizi”, L’Aquila è al 24esimo posto, nella macro area “Ricchezza e consumi” al 66esimo, per “Giustizia e sicurezza” al 37esimo, in quella che riguarda “Affari e lavoro” è al 76esimo posto, si attesta al 56esimo posto nella graduatoria “Demografia e società” e al 67esimo in quella “Cultura e tempo libero”.
La provincia dell’Aquila spicca per la “qualità dell’aria” (settimo posto a livello nazionale), per “numero di biblioteche rispetto agli abitanti” (nono posto) e per “la percorrenza dei mezzi pubblici” (quinto posto), per “le rate medie mensili dei mutui” si piazza all’undicesimo posto in Italia e guadagna un posto nella top ten per “la variazione del reddito medio dei contribuenti tra il 2007 e il 2017”, con la decima posizione; male, invece, la graduatoria che analizza “i protesti pro capite”, in cui il capoluogo risulta all’89esimo posto, quella che riguarda la “spesa sociale degli Enti locali per anziani, bambini e disabili” (95esima posizione), quella sull’indice di litigiosità (104esimo posto) e la classifica per il “tasso di raccolta differenziata”, in cui si piazza all’87esima posizione.
L’Aquila si conferma poi tra le province italiane con il minor indice di criminalità (sesto posto), bene anche la graduatoria sul riciclaggio e l’impiego di denaro (quarto posto per il capoluogo)
La provincia di Pescara ha perso 10 posizioni in trent’anni, passando dalla 33esima posizione del 1990 alla 43esima; il miglior risultato è stato il 12esimo posto nel 1991, mentre il peggiore è stato l’85esimo del 2014.
In Italia Pescara risulta al 25esimo posto per “Ambiente e servizi”, male “Giustizia e sicurezza”, che vede il capoluogo adriatico all’83esimo posto, 45esima posizione per “Affari e lavoro”, nella classifica “Demografia e società” si piazza al 27esimo posto, per “Ricchezza e consumi” al 67esimo e per “Cultura e tempo libero” al 28esimo.
La provincia di Chieti è salita di 10 posizioni, passando dalla 62esima del 1990 alla 52esima del 2019, posizione che rappresenta il miglior risultato, raggiunto anche nel 2005; mentre il peggior risultato si è registrato nel 1997 quando è arrivata alla 77esima posizione.
La provincia di Chieti nella classifica “Ricchezza e consumi” si piazza al 55esimo posto, in quella relativa ad “Ambiente e servizi” al 50esimo, per “Giustizia e sicurezza” è nella top ten italiana con il decimo posto, per “Affari e lavoro” al 62 esimo, per “Demografia e società” al 75 esimo e per “Cultura e tempo libero” alla 55esima posizione.
La provincia di Teramo è salita dalla 66esima posizione alla 56esima dal 1990 ad oggi, il miglior piazzamento si è registrato nel 1995, quando si è aggiudicata il 44esimo posto in Italia, il peggiore, invece, si è avuto nel 2005 e nel 2016 quando si è attestata al 76esimo posto.
Nella classifica “Ambiente e servizi”, Teramo si piazza al 60esimo posto, come anche per quanto riguarda “Giustizia e sicurezza”, 68esimoa posizione per l’area “Affari e lavoro”, 29esima per “Demografia e società”, nella graduatoria “Ricchezza e consumi” risulta al 71esimo posto e, infine, la provincia conquista il 49esimo posto in Italia nella classifica “Cultura e tempo libero”.





