L’AQUILA – Sono decine e decine nel Comune dell’Aquila e frazioni e oltre 200 nei comuni del Cratere gli aggregati che non si sono costituiti in consorzio e che dovranno quindi essere commissariati.
Migliaia di unità immobiliari in attesa di ricostruzione per le quali l’Ordinanza del presidente del Consiglio dei ministri 3820, poi modificata dalla 3832, e il decreto 12 dell’ex commissario per la Ricostruzione Gianni Chiodi, prevedono che i Comuni si sostituiscano ai proprietari nominando dei commissari.
In molti casi, frequenti soprattutto nei Comuni del cratere e nelle frazioni del capoluogo, la costituzione dei consorzi non è stata possibile a causa dell’assenza dei proprietari, deceduti da anni o residenti in altri Paesi, o a causa di proprietà indivise.
Una questione che sposta centinaia di milioni di euro e che mette a rischio molti centri soprattutto delle frazioni del capoluogo e dei Comuni del cratere che vedono così molti aggregati ancora puntellati a sette anni dal sisma.
Secondo l’Opcm 3820 la costituzione del consorzio è valida ed efficace solo “con la partecipazione dei titolari del diritto di proprietà che rappresentino almeno il 51 per cento della superficie lorda coperta complessiva dell’aggregato”.
Il Comune dell’Aquila con la determina 7 dell’11 febbraio ha riaperto i termini del bando per la costituzione dell’ albo di commissari che agiranno quindi come soggetti attuatori in sostituzione dei consorzi, nominando i tecnici e le imprese alle quali spetterà la ricostruzione degli aggregati.
“Abbiamo riaperto i termini del bando perché il primo non era stato ben recepito e quindi avevamo ricevuto poche domande”, spiega il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente.
Tra i partecipanti al bando molti avvocati, ingegneri e architetti. Spetterà poi al sindaco, come si legge nella determina, scegliere i commissari, nominando “sulla base dell’intuitu personae, il soggetto ritenuto idoneo all’assolvimento del compito e sulla base dei principi di rotazione”.
“Mi piacerebbe ci fossero tanti giovani che siano competenti e preparati – aggiunge – non oberati già da lavori su altri fronti. La procedura di scelta sarà fatta nella totale trasparenza. L’intento dell’amministrazione è quello di garantire la ricostruzione totale del patrimonio edilizio, che come più volte ho detto e auspico, dovrà avvenire entro la metà del 2020”.
Tra i primi Comuni del cratere ad organizzarsi nella costituzione di un albo di commissari e di un altro per i tecnici c’è quello Navelli.
“Per gli aggregati da commissariare applicheremo quanto previsto da ordinanze e decreti e laddove ci fosse carenza di normativa ci rifaremo al decreto legislativo 163/2006 codice degli appalti e al decreto attuativo dpr 207 del 2010 – afferma il sindaco, Paolo Federico – La scelta dei commissari sarà fatta tenendo conto dei curriculum e quindi dell’aspetto meritocratico e valutando anche le competenze giuridiche dei candidati che dovranno rispondere a dei requisiti minimi richiesti”.
Sono 65 gli aggregati nel centro storico di Navelli: di questi, 31 sono da commissariare. Gli aggregati fuori dal centro storico sono invece 38, 22 dei quali già finanziati o con cantieri avviati.
“Le case singole classificate A, B, C ed E sono tutte già finanziate e ristrutturate – aggiunge Federico – Degli aggregati del centro storico che si sono già costituiti in consorzio, 5 sono già finanziati e ad altri sono in via di finanziamento nelle prossime settimane. Tra gli aggregati da commissariare, invece, 15 vedono la presenza di unità immobiliari classificate B o E, mentre i restanti 16 di tipo A o mancanti esito”. (m.gal)



