L’AQUILA – “Per una giustizia italiana che non dimentichi la strage dell’Aquila del 6 aprile 2009”.
Così Vincenzo Vittorini, Massimo Cinque, Maurizio Cora e Pier Paolo Visione hanno convocato per mercoledì prossimo, 30 marzo, alle ore 17 nel piazzale davanti l’Auditorium del Parco all’Aquila, una manifestazione.
La data coincide con quella in cui, 7 anni fa, ci fu la telefona tra l’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso e l’ex assessore regionale Daniele Stati, nella quale si parlava di “operazione mediatica” rispetto alla alla Commissione Grandi rischi (Cgr) che si sarebbe riunita all’Aquila il giorno dopo.
Riunione sfociata in un processo per false rassicurazioni date agli aquilani alle prese da mesi con lo sciame sismico che dopo la condanna di primo grado ha portato all’assoluzione sia in Appello sia in Cassazione, di 6 dei sette componenti della Cgr, con la sola condanna a due anni per omicidio colposo e lesioni colpose gravi dell’allora vice capo della Protezione civile Bernardo De Bernardinis. In un filone parallelo è indagato Bertolaso, oggi candidato sindaco di Forza Italia a Roma.
“Noi ci saremo per stare insieme con dignità, portando il simbolo di una rosa, affinchè l’indifferenza, la prepotenza ed il silenzio di alcuni non macchino oltre misura la storia della città dell’Aquila e violentino i valori di civiltà e di giustizia che sentiamo nostri fino a prova contraria”, affermano Vittorini, Cinque, Cora e Visione.
“Per L’Aquila e per gli aquilani, per rimuovere un’ombra dalla sua storia”, aggiungono. (red.)



