L’AQUILA – Primo giorno di lavoro e situazione dell’acqua abruzzese ancora tutta da studiare per l’avvocato Daniela Valenza, 34 anni, originaria di Sulmona (L’Aquila), neo presidente dell’Ente regionale per il servizio idrico (Ersi) che, dopo 3 anni di incubazione, dovrebbe finalmente mettere assieme i sei ambiti territoriali ottimali (Ato): gli enti che, assieme alle società di gestione, governano da decenni il ciclo idrico, tra copiose perdite sia nelle condotte che nei bilanci.
Il condizionale è d’obbligo perché 3 anni sono passati dall’aprile 2013 quando l’allora commissario, Pierluigi Caputi, già dirigente regionale di lungo corso e oggi direttore generale del Comune di Pescara, lanciava l’allarme, spiegando che l’Ersi sarebbe nato con 25 milioni di euro di debiti, sgradita eredità proprio degli Ato. Da allora, però, tutto è rimasto fermo e oggi si riparte con la nuova gestione.
Una nomina, quella della Valenza, inserita “fuori sacco” all’ordine del giorno e votata al volo nell’ultimo Consiglio, tanto da suscitare un pandemonio politico andato ben oltre le previsioni dell’interessata: il vice presidente dell’assemblea, Lucrezio Paolini dell’Italia dei valori, ha rifiutato di votare per l’eccessiva fretta e nella crepa di maggioranza si sono insinuati i consiglieri di opposizione di Forza Italia.
Questo scricchiolio di crisi è diventato una voragine quando il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, nella stessa seduta è stato apostrofato come “fascista” dal suo consigliere Pierpaolo Pietrucci. Una lite che rende quantomeno singolare una versione di taglio molto politico data a questa nomina, ossia che il nome della Valenza sia legato a quello di Pietrucci tramite il suo amico e braccio destro Valerio Ferrari.
Più che questo, comunque, alla Valenza dispiace che il suo curriculum sia stato “ridotto ad aver lavorato come precaria al Comune dell’Aquila”, incarico ricoperto fino a gennaio, senza contare “le 10 pubblicazioni, il dottorato e i riconoscimenti ricevuti” mentre il suo ruolo di consulente della difesa di D’Alfonso al processo Housework “c’è stato, ma la mia preparazione è la causa, la consulenza è l’effetto”.
Nessuna dichiarazione, come prevedibile, su un rumor che circola prepotente nei corridoi della politica: che questa presidenza che, spiega lei, “non ha scadenze temporali e a oggi è gratuita”, possa servire a tenere ‘in caldo’ il posto per Angelo Di Paolo, ex assessore regionale con delega anche al Ciclo idrico con il centrodestra, passato a Centro democratico con il centrosinistra alla vigilia delle elezioni 2014 e impossibilitato per qualche mese a ricoprire incarichi per la cosiddetta legge Severino. E anche in tal senso andrebbero spiegati alcuni maldipancia del consigliere regionale di riferimento, Maurizio Di Nicola.
Nulla da dichiarare, infine, neanche sull’indagine in cui è stata citata, ma non indagata, sul Centro servizi anziani ex Onpi dell’Aquila: secondo la procura, nel presunto scambio di favori oggetto dell’inchiesta, l’indagata Patrizia Del Principe avrebbe agevolato l’assunzione della Valenza come collaboratore giuridico dell’ex Onpi su segnalazione del segretario generale, l’altro indagato Carlo Pirozzolo “ma la procura non ha esercitato l’azione penale”, fa notare lei.
Come ha trascorso il suo primo giorno di lavoro?
Sto verificando organizzazione della struttura, l’organizzazione interna, quali relazioni tenere: è una fase esplorativa e conoscitiva della situazione attuale. I prossimi movimenti saranno, sin da subito, individuare dei piani di efficientamento del sistema.
Tre anni fa il commissario Caputi denunciava il rischio che l’Ersi partisse con 25 milioni di euro di debiti ereditati dagli Ato, le risulta ancora oggi?
È ancora presto per dirlo, stiamo cominciando ora a vedere i prospetti di liquidazione della gestione Caputi e non so dire se i conti siano peggiorati, uguali o migliorati. Ci sono comunque alcuni collaboratori che mi danno la garanzia di sapere quale sia il funzionamento, ma questo è un ente che si istituisce per la prima volta: l’Ersi è in una fase “genetica” nel vero senso della parola, questo incide anche per quanto riguarda me.
Insomma, una bella responsabilità.
Non trovo un sistema già costituito, devo verificare qual è l’approccio, è una fase davvero embrionale. Sì, una bella responsabilità, ma con impegno e sacrificio cerco di portarla avanti e credo di poterlo fare con qualche merito superiore rispetto a quanto scritto sui media.
Si riferisce alle analisi non troppo generose sul suo curriculum?
Non è stato affatto analizzato, ma non intendo fare polemica. Dico solo che a 34 anni avere un curriculum di 12 pagine e sentirsi definire come precaria del Comune che si è occupata solo di contributi post-ricostruzione non è bello. Me ne sono occupata, sì, ma solo nei limiti in cui potevano determinare un contenzioso. Ho fatto comunque anche tanto altro.
Veramente è stata anche additata come consulente del presidente della Regione nel processo “Housework” che lo ha coinvolto.
La consulenza c’è stata ma non ci vedo nulla di male. La mia preparazione è la causa della nomina, non l’effetto. Sembra che oggi abbia avuto questo incarico perché sono stata sua consulente, invece vedendo un curriculum come il mio, se la scelta è stata fatta, con la massima umilità, forse è perché c’erano meriti diversi. Quando ho avuto la Pergamena d’oro dall’allora ministro Fabio Mussi D’Alfonso neanche lo conoscevo, così come quando ho conseguito il dottorato o quando ho scritto 10 pubblicazioni. Detto questo, non voglio apparire una persona presuntuosa perché penso di non esserlo.
La nomina ha generato suo malgrado un caso politico, con il non voto in aperta polemica del vice presidente Paolini che ha parlato di frettolosa valutazione degli altri curriculum.
Che devo dire? Penso che neanche il mio sia stato valutato a dovere, quindi non posso esprimermi su quelli degli altri.
E che dice sulle voci di un suo possibile coinvolgimento come “tappabuchi” per tenere il posto in caldo ad Angelo Di Paolo?
Non dico nulla, se sono fondate o meno lo svelerà la politica. Io mi occupo dello start-up di un ente che si va a costituire. Un ruolo per lo più tecnico, ricevuto su incarico del Consiglio, quello che viene domani si vedrà.
A proposito del suo incarico, i consiglieri di Forza Italia hanno precisato che sarà da commissario, è vero? Quanto durerà? E quale sarà il compenso?
Non c’è un termine, ma l’incarico è da presidente. Esiste ancora un commissario, che è Caputi, le cui dimissioni, da quanto so, non sono state ancora accettate. Nel momento in cui lo accetto, questo incarico è gratuito, se ci saranno novità su questo lo farò sapere. A Pescara in sede, intanto, ci sono venuta a mie spese.
Ci sarà anche un Consiglio d’amministrazione?
Lo prevede la legge, non è stato ancora nominato per i tempi tecnici, entro 30 giorni le Assi (Assemblea dei sindaci del servizio idrico, ndr) nomineranno un referente, uno per provincia, che andrà a comporre il Cda, poi sarà la volta del revisore dei conti e così via.
Chiudiamo con la sua citazione nell’inchiesta ex Onpi. Che si sente di dire su questo?
Non sono indagata, di che devo parlare? Se ci fossero elementi a mio carico la magistratura avrebbe esercitato l’azione penale e non lo ha fatto, non ci sono intercettazioni né contestazioni, quindi sono tranquilla.



