L’AQUILA – “Ci sono 3 milioni chiusi nel cassetto da 5 anni per la bonifica della pineta aquilana di San Giuliano, gli assessori comunali, della Lega, all’ambiente, Imprudente prima e Fabrizio Taranta ora, non pervenuti!”.
Così Lelio De Santis, consigliere comunale dell’Italia dei valori-Cambiare insieme, su una vicenda legata al tema della manutenzione delle aree verdi.
“Il tema della manutenzione e della gestione dei parchi e delle aree verdi è centrale in questa città, ma è affrontato con scarsa incisività ed efficienza, non da oggi, e con scarse risorse umane applicate al settore ambiente del Comune – spiega in una nota -. Uno dei problemi dimenticati è rappresentato dal progetto di bonifica e di rinaturalizzazione della pineta di San Giuliano, che dispone di 3 milioni di finanziamento, di cui 2 affidati al Comune ed 1 all’amministrazione degli usi civici di Collebrincioni. Il finanziamento deriva dall’indennizzo dell’Assicurazione a seguito dell’incendio doloso che nel 2017 devastò il polmone verde dell’Aquila, comprendente tutta la pineta di San Giuliano, e fu iscritto in Bilancio nel 2014. Sono passati ben 5 anni ed il progetto di bonifica, dopo l’acquisizione del parere del Comando della Forestale e le integrazioni tecniche dell’Università dell’Aquila, giace nei cassetti del Settore ambiente in attesa che l’Assessore ed il Dirigente trovino il tempo per avviare la procedura di affidamento dei lavori!”.
De Santis sottolinea che “è vero che ci sono molte incombenze amministrative da assolvere e che il personale è scarso, con un solo funzionario qualificato, ma è intollerabile che un progetto così importante per la città non abbia la giusta attenzione da parte dell’amministrazione comunale e da parte della Forza politica, la Lega, che di recente ha giustamente criticato il sindaco per i ritardi in diversi comparti dell’azione amministrativa”.
De Santis, nel giugno dello scorso anno, ha presentato una interrogazione all’allora assessore all’Ambiente Emanuele Imprudente, ora vice presidente della Giunta regionale, “ma alle parole non sono seguiti i fatti e tutto è rimasto come allora, così come la delega è rimasta allo stesso partito”.






