L’AQUILA – Tra giugno e agosto hanno aperto 40 nuovi negozi: altre vetrine che si accendono e saracinesche che si alzano.
Complice il bando Fare centro, che ha tradotto in incentivi economici la voglia di rinascita dell’Aquila, il commercio fa registrare una buona spinta verso l’alto.
In tutto, sottolinea Il Centro, sono 168 le attività presenti dentro le mura, secondo una recentissima stima della Confcommercio, che fornisce anche indicazioni sulle tipologie merceologiche: pub, bar, ristoranti, pizzerie e gelaterie agguantano la fetta più consistente di mercato, ma anche l’abbigliamento e gli alimentari fanno la loro parte. Tra antiche vie e storiche piazzette sono tornati negozi di articoli per la casa, profumerie, fotografi.
Un mercato in crescita, che deve, però, fare i conti con una viabilità condizionata dai lavori dei sottoservizi e dai tanti cantieri della ricostruzione.
Angelo Liberati, da una paio di mesi alla presidenza della Confcommercio dell’Aquila, sta lavorando ad un obiettivo preciso: rendere il centro storico fruibile al massimo, così da spianare la strada ai “coraggiosi pionieri” che hanno scommesso, anche economicamente, sul ritorno in centro storico.
“Il problema principale è legato ai lavori dei sottoservizi – spiega Liberati – due giorni fa ho inviato una lettera al presidente della Gran Sasso Acqua, Fabrizio Ajraldi, per sollecitare il ripristino degli incontri calendarizzati, dalla precedente gestione della società, una volta al mese. Un tavolo di coordinamento utilissimo a concertare gli interventi e l’avanzamento dei lavori, per informare correttamente gli esercenti sulle modifiche alla viabilità e sulle soluzioni alternative”.
La chiusura al traffico veicolare di viale Crispi per la realizzazione del tunnel intelligente ha aggravato, secondo Confcommercio, “il già precario equilibrio del transito e dei parcheggi nella zona. I lavori dei sottoservizi vanno programmati con largo anticipo e concertati con associazioni di categoria e commercianti – evidenzia Liberati – con l’inizio della scuola e la ripresa delle attività di studi professionali e uffici, nonché dei cantieri della ricostruzione, il centro storico rischia di diventare impraticabile”.





