L’AQUILA – Il presidente dell’Aquila calcio, Corrado Chiodi, è indagato nell’ambito di una inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila per reati fiscali nella sua veste di rappresentante legale della società rossoblù che partecipa alla Lega Pro.
In particolare, l’accusa ad evasione di Iva relativa all’annualità 2012 per un importo di circa 300mila euro. Dopo l’addebito di mancato versamento della somma che ha fatto scattare rilievi penali essendo al di sopra dei 50mila euro, da parte dell’Agenzia delle Entrate, la società rossoblù che aveva fatto la dichiarazione iva nel 2013, ha rateizzato il debito che come ha confermato lo stesso presidente aquilano, che di professione fa il costruttore, sarà estinto nel prossimo mese di luglio.
All’emissione di un avviso di garanzia si è arrivati perché l’Agenzia delle Entrate, come da prassi, ha fatto la seganalazione alla procura della repubblica dell’aquila che ha aperto l’indagine coordinata dal pm Fabio Picuti.
“Quando sarà estinto il debito tutto si risolverà – spiega il massimo dirigente rossoblù – quindi si tratta di un avviso di garanzia tecnico”. Parla di “atto dovuto” il legale di Chiodi, l’avvocato Roberto Madama, il quale sottolinea anche che non si tratta di evasione fiscale ma di mancato pagamento di iva visto che è stata presentata regolarmente la dichiarazione e successivamente la somma è stata rateizzata con l’agenzia delle entrate che però ha dovuto per legge fare la segnalazione alla procura che ha aperto l’inchiesta.
Il debito iva è stato contratto dalla precedente gestione dell’allora presidente, Elio Gizzi. L’Aquila calcio è in attesa di conoscere la penalizzazione nel processo sportivo sul calcioscommesse dov’è finita dopo il coinvolgimento dell’ex capo dell’area tecnica Ercole Di Nicola. La riichiesta della procura federale è stata di 32 punti.






