CHIETI – L’Abruzzo contrario alle trivelle ha gli occhi fissati all’orizzonte del mare della costa teatina, dove presto si potrà avvistare la piattaforma Ombrina, ma alle loro spalle, sulla terraferma si moltiplicano le attività di estrazione di gas e petrolio.
Il 13 Novembre la Rockhopper Exploration titolare di Ombrina, ha infatti annunciato ai suoi investitori di avere iniziato le sue attività di estrazione di gas in località Campo Civita, a Cupello, in Provincia di Chieti, e che è parte della concessione denominata “Aglavizza”. Si aggiunge ad altre otto attività di estrazione di gas e petrolio in terraferma, già a regime un pò in tutta la regione.
Si stima che Civita inizialmente si estrarranno qui 12.500 metri cubi al giorno e che la produzione aumenterà a 25.000 metri cubi al giorno a regime pieno.
La concessione di coltivazione Aglavizza, fu conferita alla ex Medoilgas il 17 Dicembre 2012, e oggi, a distanza di tre anni, viene sfruttata dalla Rockhopper che ha acquistato la Medoilgas. La concessione restera’ valida fino al 2032.
Oltre a Civita, la Rockhopper è presente in Italia con il campo offshore Guendalina al largo delle coste emiliane. Nel complesso, fra Guendalina e Civita, la ditta prevede di guadagnare 9 milioni di dollari nel 2016.
A segnalare la notizia la storica attivista no trivelle Maria Rita D’Orsogna, dalla California, dove lavora come docente di fisica, che non nasconde la sua indignazione per il silenzio della politica abruzzese sulla vicenda.
“Tutti i siti petroliferi del mondo – protesta D’Orsogna – hanno parlato dell’avvio delle operazioni estrattive di Aglavizza da almeno tre settimane. Come mai i politici d’Abruzzo non ne sapevano niente? Dove sono stati gli uffici regionali ad informare la popolazione? O a chiedere delucidazioni al ministero?”. Dal giorno in cui si e’ insediato, cosa ha fatto il presidente della Regione Luciano D’Alfonso per fermare le trivelle in Abruzzo?”
Anche perché la D’Orsogna, che segue da anni la vicenda, mette in dubbio la regolarità del conferimento della concessione, che è stato oggetto nell’estate del 2014 di un’interrogazione parlamentare al Ministero dello Sviluppo Economico un folto gruppo di parlamentari, per la maggior parte del Movimento 5 Stelle.
“Nell’interrogazione si notava che nel decreto di conferimento della concessione del dicembre 2012, – sottolinea la D’Orsogna – si imponeva alla Medoilgas di iniziare i lavori entro sei mesi dall’emanazione del decreto stesso, cioè nell’estate del 2013, e di iniziare l’estrazione un anno dopo, cioè nell’estate del 2014, e dunque secondo i parametri imposti dal Ministero stesso, Aglavizza sarebbe dovuta decadere un anno e mezzo fa, visto che i lavori non sono partiti ne nel 2013 ne nel 2014. Non e’ chiaro se e quale risposta sia arrivata”, conclude chiedendosi l’attivista.






