L’AQUILA – Una nuova manifestazione a Roma a piazza Montecitorio, davanti alla Camera dei deputati, dopo quella di domenica scorsa, per far sentire al governo la voce di chi ha perso tutto.
È l’obiettivo a cui stanno lavorando gli azionisti e obbligazionisti subordinati aquilani di Banca Etruria, riuniti nel neonato comitato ‘Pizzoli difesa dei risparmiatori Banca Etruria’, che hanno visto diventare carta straccia i propri risparmi dopo il salvataggio attuato dal governo nei confronti delle 4 bad bank.
I risparmiatori aquilani stanno chiamando a raccolta in questi giorni gli azionisti e gli obbligazionisti abruzzesi, toscani e laziali di Banca Etruria, Carichieti, Banca Marche e Cassa di Risparmio di Ferrara, per un nuovo sit-in di protesta che ci sarà nei prossimi giorni e che prenderà le mosse proprio da Pizzoli, il piccolo comune aquilano la cui quasi totalità della popolazione possiede azioni e obbligazioni di Banca Etruria.
“Dobbiamo muoverci prima che sia troppo tardi e cioè prima che il decreto sia convertito in legge – afferma ad AbruzzoWeb Domenico Ioannucci, obbligazionista di Pizzoli – Stiamo contattando i risparmiatori di varie parti d’Italia e siamo intenzionati a non retrocedere in questa nostra battaglia”.
Gli oltre 1.500 clienti delle due sedi aquilane di banca Etruria, sotto la guida dall’avvocato romano Vanna Pizzi, consulente della presidenza di Federconsumatori, chiederanno i danni con singole cause civili e faranno un esposto alla procura della Repubblica per chiarire le eventuali responsabilità penali del Cda di Banca Etruria, di Banca d’Italia e di Consob.
Sono oltre 4 mila, gli azionisti e obbligazionisti abruzzesi di Carichieti e Banca Etruria che secondo le prime stime avrebbero perso gran parte dei propri risparmi.
Negativo il commento di Ioannucci alla proposta avanzata dal Pd, in subemendamento alla legge di stabilità, di dotare il Fondo di solidarietà di 120 milioni di euro, di cui 80 a carico del sistema bancario, per risarcire i risparmiatori colpiti dal dl banche.
“Bisognerebbe dimostrare di essere indigenti per avere indietro le somme perse – conclude – Oltre al danno anche la beffa di passare sopra alla dignità della gente che sarebbe costretta a dimostrare la propria indigenza, dopo il salvataggio attuato con i soldi dei risparmiatori”.
CODACONS: CITTADINI NON INFORMATI DEI RISCHI
Il Codacons intanto è pronto a impugnare al Tar il “rimborso elemosina” annunciato dal premier Matteo Renzi per conto dei risparmiatori di Carichieti.
Per l’associazione di consumatori la soluzione trovata dal governo è “discriminatoria e incostituzionale e le briciole saranno rispedite al mittente”.
“Centinaia di segnalazioni giunte in questi giorni al Codacons da parte di risparmiatori di Carichieti, dimostrano inequivocabilmente come i cittadini non abbiano ricevuto adeguate informazioni sui rischi degli investimenti, al momento dell’acquisto di azioni e obbligazioni subordinate”, precisa il Codacons in una nota.
L’associazione dei consumatori sta valutando la documentazione ricevuta da oltre 2000 risparmiatori che al momento hanno aderito all’azione risarcitoria lanciata sul sitowww.codacons.it
Proprio la mancanza di informazioni adeguate circa i rischi degli investimenti, ha portato negli ultimi anni il Codacons a vincere numerosissime cause dinanzi i Tribunali di tutta Italia, con le banche condannate a rimborsare integralmente gli investitori di Bond Argentina, titoli Lehman Brothers, ecc.
“Nel 70% dei casi le banche hanno preferito la transazione, ovvero il raggiungimento di un accordo con il risparmiatore – afferma il presidente Carlo Rienzi – I numeri, relativamente a questo genere di controversie, sono chiari: nell’ 80% dei casi si raggiungono accordi transattivi entro 12 mesi dall’ attivazione della causa; per il restante 20%, invece, le sentenze favorevoli rappresentano circa il 93% del totale”.
Il Codacons lancia infine una bordata ad alcuni soggetti del mondo delle associazioni, che al solo scopo di “accaparrarsi clienti stanno creando enorme confusione e delegittimando il lavoro altrui: la nostra è una azione risarcitoria collettiva, nel senso che riguarda una moltitudine di soggetti che presentano i medesimi diritti e hanno subito i medesimi danni”.
“Chi confonde questa azione con la class action in stile americano, non applicabile al contesto delle 4 banche salvate dal Governo e da noi mai avviata, non fa gli interessi dei risparmiatori, ma contribuisce solo a creare confusione negli investitori allo scopo di disorientarli e spingerli nella propria ragnatela – conclude – Crediamo invece che i cittadini debbano essere correttamente informati e scegliere in piena autonomia le strade da intraprendere per la tutela dei propri diritti, senza associazioni parasindacali che screditino il lavoro altrui”.






