SULMONA – “Concordo con chi critica i Gal: la loro azione si sovrappone quella della Regione, e infatti propongo che vengano diversificati i ruoli, esaltando la capacità esclusiva dei Gal di fare rete nelle aree interne, partendo dal basso, molto più degli uffici regionali”.

A parlare è Domenico Mastrogiovanni, agronomo di Scanno, presidente del Gruppo di azione locale (Gal) Abruzzo Italico Alto Sangro, penultima tappa del viaggio di AbruzzoWeb che ha come fine quello di far luce sull’attività dei consorzi pubblici e privati che, solo in Abruzzo, hanno gestito 21 milioni di euro del Piano di sviluppo rurale.

Gal che, con il nuovo Psr, avranno a disposizione anche più fondi. Un “premio” nonostante non siano riusciti a spendere tutti quelli loro assegnati dalla programmazione 2007-2013.

Il Gal Abruzzo Italico opera nelle aree interne della provincia dell’Aquila, dalla Valle Peligna al Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), con soci la stessa Provincia, le Comunità Montane in via di liquidazione, associazioni di categoria degli agricoltori, il Pnalm e, soprattutto, le associazioni degli albergatori e imprenditori della fiorente “industria della neve”, che operano nell’alto Sangro e nel Parco.

La replica di Mastrogiovanni è rivolta proprio a chi ritiene i Gal strumenti ridondanti, perché potrebbe essere la Regione, con i suoi dipendenti e strutture, a gestire in toto i fondi europei per lo sviluppo delle aree interne, senza intermediari che hanno un costo, e un’eccessiva discrezionalità nella selezione i beneficiari.

Ruolo che, però, Mastrogiovanni, assieme ai presidenti già intervistati da questo giornale dei Gal Gran Sasso-Velino, Teramano e Terre Pescaresi, rivendica con orgoglio, elencando a sua volta le cose fatte in 3 anni di attività, proponendo anche di eliminare ostacoli e problematiche che limitano azione dei gruppi di azione.

Presidente, avete speso tutti i 3,9 milioni di euro a voi assegnati con il Psr 2007-2013?

Siamo riusciti ad utilizzare il 95 per cento della somma, ricordo, però, che questo è un risultato eccellente perché, a causa di ritardi burocratici e problemi procedurali, di fatto ci siamo messi in azione nel 2011 e abbiamo dovuto bruciare le tappe. Per non parlare di altri meccanismi che andrebbero rivisti!

A che cosa si riferisce?

Al meccanismo di anticipazione: il Gal deve anticipare parte delle somme per finanziare i vari interventi, e questo rallenta di molto il trend della spesa, vista la nostra liquidità limitata. La normativa europea consentirebbe di fornire una semplice garanzia fideiussoria, per progetti di interesse collettivo.

Entrando nel merito, come avete speso i soldi?

Con un investimento di 800 mila euro saranno realizzati 16 hot spot collegati tra loro e alla rete Internet attraverso 9.200 metri di fibra ottica, connessione a banda larga e un’infrastruttura di sicurezza informatica all’avanguardia, che prevede anche una web tv per promuovere il territorio e mettere in rete le opportunità che esso offre. Abbiamo realizzato una pista ciclabile a Castel di Sangro, i primi 5 chilometri per arrivare a Pescasseroli. A breve saranno distribuite smart card dagli albergatori dell’Alto Sangro e ai produttori, una sorta di carta di credito per acquistare prodotti e servizi nel territorio. Entro l’anno inauguriamo a Raiano il centro di imbottigliamento del latte fresco. È pienamente operativo un mercato contadino a Sulmona: un’idea vincente e da replicare.

Questi gli investimenti a regia Gal per finanziare, invece, le aziende?

Abbiamo erogato 500 mila euro attraverso l’azione a bando, in primis a beneficio dei produttori agricoli per difendersi dalla fauna selvatica, per favorire l’innovazione, per sostituire macchinari, e poi nel settore forestale, dando contributi per automezzi e nuove tecnologie.

Una delle critiche rivolte ai Gal è che spendono troppo in materiali cartacei e promozione di cui non si hanno riscontro né risultati perché troppo a breve raggio di azione.

Dissento da questa lettura: abbiamo speso 15 mila euro per una pubblicazione straordinaria che sarà presentata a breve a Pescara, “’Pastori in terra d’Abruzzo’’, che sarà distribuita in 2 mila copie. Inoltre è difficilmente contestabile che abbia avuto un ritorno in termini promozionali la guida che abbiamo contribuito a realizzare a cura del Touring club. O anche i 150 mila euro spesi, in stretto accordo con gli operatori turistici, per messaggi promozionali, diffusi in varie regioni italiane, in autostrada, con spot televisivi, per promuovere le tante offerte turistiche della nostra montagna.

Che cosa risponde a chi dice che queste cose le potrebbe fare la Regione direttamente?

La potenza del Gal si basa sul fatto che cosa si deve fare con fondi del Psr lo decide direttamente il territorio. E dunque i soldi sono sempre ben spesi e quasi mai sprecati. Il nostro Gal è costituito praticamente da tutti gli operatori economici che operano nelle nostre zone e che, grazie al Gal, hanno imparato a fare squadra, a mettersi in rete. È solo grazie al Gal che i grandi realtà imprenditoriali, ovvero gli operatori turistici della neve, si alleano con i piccoli, per esempio con il singolo produttore di formaggi, con reciproco vantaggio. E in modo tale si creano indotto diffuso e ridistribuzione della ricchezza.

Dunque è la Regione a dover fare un passo indietro?

No, assolutamente, va solo separato quello che fa il Gal dal quello che fa la Regione per evitare duplicazioni e una stupida concorrenza che crea solo confusione. I bandi per ottenere finanziamenti per l’innovazione tecnologica, per i giovani agricoltori, potrebbe farli tutti la Regione. Il Gal, invece, dovrebbe concentrarsi sui progetti di rete e di sistema, che è la vocazione per la quale sono nati. Aiutando piccole realtà a mettersi insieme per consentire loro di partecipare ai bandi del Psr gestiti dalla Regione con il Gal, insomma, in un ruolo di facilitatore.

Quanto costa il Consiglio d’amministrazione e la struttura del vostro Gal?

Lavoriamo tutti a titolo gratuito. I 9 componenti del Cda sono tutti operatori turistici, imprenditori agricoli e del settore rappresentanti delle associazioni di categoria e degli enti associati.Il personale del nostro Gal è costituito, come impone la stessa Unione europea, da una segretaria, un responsabile amministrativo e un direttore, più due tecnici a contratto. A questo personale ridotto all’osso si è aggiunta una decina di collaboratori e fornitori a tempo, presi in base a competenze e curriculum dalla nostra white list, in base ai progetti da realizzare.

Con quali criteri li avete scelti?

In base alle loro competenze: la selezione in un Gal è fatta alla fine dei conti dagli operatori economici che hanno tutto l’interesse che i progetti da loro indicati siano affidati a persone competenti, non a un raccomandato senza capacità.