L’AQUILA – Gli assegnatari del Progetto C.a.s.e di Sant’Elia due (L’Aquila) chiedono “il conto” al Comune per le bollette del gas metano dei mesi di maggio e giugno scorsi, “quando i termosifoni degli alloggio sono rimasti accesi ben oltre il termine stabilito per legge”.
“Non vogliamo più pagare per le inadempienze del Comune”, afferma Andreina Pellegrini del comitato Domiciliati Case e Map.
La Pellegrini, a nome di tutti gli assegnatari del complesso di Sant’Elia chiede in una lettera al sindaco, Massimo Cialente, e alla dirigente del settore Ricostruzione pubblica e Patrimonio Enrica De Paulis chiede il riconteggio dei consumi di gas del progetto per il riscaldamento e l’acqua.
In quel periodo infatti, “i termosifoni sono rimasti accesi ben oltre il termine consentito per legge del 15 aprile e anche oltre la proroga del sindaco nonostante le altissime temperature – spiega la Pellegrini – Lo scorso maggio agenti della Guardia di Finanza hanno accertato il funzionamento degli impianti oltre la data prevista. Invito gli assegnatari degli altri progetti Case a richiedere il riconteggio per non pagare di più”.
Nella lettera si chiede di procedere al ricalcolo esatto “perché non possono essere addebitati ai cittadini consumi conseguenti alla negligenza dell’amministrazione nella gestione degli impianti”, spiega.
Termosifoni accesi d’estate, ma spenti in inverno, come segnalano alcuni inquilini degli alloggi della piastra numero 22 di Paganica due e della 4 di Sant’Elia due.
“Per avere degli interventi definitivi è necessario chiamare il Comune che poi a sua volta sollecita la Guerrato – dice la Pellegrini – Sono stata costretta a chiamare la dirigente De Paulis che si è attivata subito per risolvere il problema perché dalla Guerrato non abbiamo mai risposte adeguate. Con lei anche Carlo Bolino e Americo Tatananni sono sempre pronti a dare una mano agli assegnatari – conclude – Una procedura che non dovrebbe esistere, perché la manutenzione degli alloggi spetta solamente alla Guerrato che dovrebbe inoltre dare risposte tempestive”. Marianna Galeota



