L’AQUILA – “Queste persone non hanno più anima, provano soltanto un odio immenso nei confronti del mondo occidentale alimentato da governi e potentati economici corrotti, Usa in testa, che si occupano di business e che per business hanno bombardato e bombardano senza pietà popolazioni inermi e inferocite. E che, sempre per business, forniscono pure le armi che i terroristi usano contro la gente che va al teatro, o allo stadio. Se non si cambia questo paradigma folle fenomeni come l’Isis, che dopo Parigi può colpire anche Roma, non si fermeranno mai”.
È lapidaria l’analisi di Giorgio Fornoni, 69enne giornalista indipendente lombardo, tra l’altro ex Report, trasmissione di Rai3, dopo gli attentati terroristici di matrice islamica che hanno insanguinato Parigi provocando la morte e il ferimento di centinaia di persone.
Fornoni, che ha una lunga esperienza giornalistica nei luoghi più duri del mondo come la Cecenia, (raccontata in una famosa inchiesta di Report e in un libro curati dal collega Paolo Barnard), devastata dalla guerra con la Russia, è convinto che si sia arrivati a un “vero disastro, perché quando la gente come per esempio quella che ho incontrato io in Cecenia non ha più niente dentro di sé, non ha più anima e si ritrova sola a fare i conti con guerra, fame e terribili promesse di paradiso per i martiri, è disposta a compiere gli atti peggiori per vendicarsi”.
“La disperazione più nera è il motore, poi però va capito chi è che dietro le quinte approfitta e muove i fili di situazioni drammatiche – prosegue – Non è un caso che sia stato colpito il cuore della Francia, brutta protagonista dei bombardamenti in Siria. Ovviamente, a pagare il prezzo più alto sono persone innocenti. Tutti noi siamo a rischio”.
Il cronista inoltre si chiede perché Usa e Russia “continuino a giocare a braccio di ferro, il Qatar non la pianta di dare armi all’Isis e la Turchia colpisce i curdi che sono gli unici da quelle parti a poter infastidire l’Isis stesso, che ha soldi e armi a disposizione, mentre il popolo siriano soffre tremendamente, come la Cecenia o il Congo che ho vissuto in prima persona”.
“Purtroppo, dall’invasione in Iraq e dalla caduta di Saddam Hussein – continua – le cose sono notevolmente peggiorate. Soluzioni facili non ce ne sono, ormai si è di fronte a una tragedia umanitaria che sembra non avere fine. Padre Pizzaballa, che vive a Gerusalemme, poco tempo fa ha affermato che è impossibile fermare l’Isis con il dialogo”.
Quel che turba di più Fornoni, però, è la difficoltà estrema di invertire la rotta in partenza.
“Se i poteri forti aiutano l’Isis con soldi e armi – ribadisce – non se ne esce. Almeno, Hezbollah riusciva a fare dei discorsi sociali, ma poi ha pagato. Qui, invece, è tutto nero. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, può anche trovare un accordo con Assad in Siria, ma il caos sopra le nostre teste resterà incontrollabile”.
“Mi aspetto una reazione brutale della Francia – ammette poi – consapevole che la storia si ripeterà. Perché chi ha il potere e vuole imporlo agli altri, esporterà di nuovo bombe ed embarghi mortali per rubare risorse vitali a tanti con il solo scopo di mantenere in piedi il business di pochi. E allora che si uccida pure l’Isis, tanto domani altri popoli vessati e smembrati cercheranno la vendetta più atroce e i profughi proveranno ancora a mettersi in salvo nei luoghi da cui provengono quei potenti che li hanno messi in ginocchio”.
“Ricordo che nella Repubblica democratica del Congo c’erano 21 mila soldati dell’Onu incapaci, per anni e anni, di mettere un freno alla guerriglia – ricorda poi – e ho ancora negli occhi i bambini soldato e le centinaia di migliaia di profughi in marcia verso chissà quale destino. Le zone più ricche di risorse del mondo, purtroppo, sono anche le più sfortunate. C’è chi vuole sottrarle con la forza, riducendo alla fame la gente e devastando i territori in cui questa gente vive”.
“Quindi, non possiamo stupirci se ci ritroviamo i barconi a Lampedusa – conclude Fornoni – e le ragazze che si prostituiscono sotto casa. E neppure se si degenera come a Parigi con atti terroristici di quella portata. Viviamo tutti sulla Terra e la stiamo annientando. C’è bisogno di una nuova umanità, ma all’orizzonte non la vedo”.






