L’AQUILA – Maretta tra le aziende escluse nella corsa alla ricostruzione post-sisma dell’aggregato del centro storico dell’Aquila che comprende la sede centrale della ex Cassa di risparmio, assorbita nel 2013 dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper).
Un mega edificio da 12 milioni di euro in corso Vittorio Emanuele ritenuto una delle “chiavi” per la ripartenza della vita diurna del cuore della città se al suo interno torneranno presto negozi e uffici.
Nonostante la natura privatistica dei lavori, che consentiva un affidamento diretto a piacere della maggioranza dei proprietari, la scelta della ditta, per loro volontà, è stata modulata praticamente come un appalto pubblico.
Come anticipato da AbruzzoWeb, da 21 domande di partecipazione da parte di imprese giunte al presidente del Consorzio, l’avvocato aquilano Antonello Carbonara, al termine della verifica dei requisiti richiesti sono state ammesse 6 ditte.
Si tratta di Mancini Srl in associazione temporanea con Tecnoclima; Coge Spa-Fam; Aldo Del Beato e C. Srl-Cobar; Intercantieri Vittadello Spa-Catena; Maltauro Spa-Aquilana Calcestruzzi-Centro Appalti Costruzioni); Consorzio Di Vincenzo e Strever-Rosa Edilizia-Ceit.
Secondo quanto si è appreso, tuttavia, proprio come un appalto pubblico, le aziende escluse hanno presentato richiesta di accesso agli atti e non si escludono contenziosi.
Tanto è vero che alcuni esclusi hanno scritto direttamente alla Bper, criticando la mancata comunicazione delle motivazioni alla base della loro esclusione. (alb.or.)



