L’AQUILA – Nessun abruzzese eletto al Parlamento europeo. E nessuna residua speranza di “ripescaggi”,
Questi gli amari responsi delle urne di domenica scorsa, che scatenano ora le recriminazioni e le polemiche intorno alla mancata elezione, per un soffio, dell’avezzanese Gianluca Ranieri del Movimento 5 stelle e dell’aquilana Elisabetta De Blasis, della Lega.
Non è l’unica polemica che investe l’aquilano dopo le europee conclusa la tornata elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo: in Consiglio comunale all’Aquila sono imminenti diversi cambi di casacca nei partiti della maggioranza di centrodestra.
Da fonti interne ai partiti e dall’entourage dei candidati emerge un quadro di forti lamentele, in entrambi i casi per scarso appoggio da parte dei partiti stessi e dei big al parlamento e in Regione, gioco di squadra pressoché assente e addirittura sgambetti dal fronte amico.
Ranieri, ex consigliere regionale, recriminano gli ambienti a lui vicini, avrebbe avuto un appoggio molto modesto da parte dei parlamentari abruzzesi, nonostante fosse fondamentale per vincere una sfida tutta in salita e tenuto conto della concorrenza dei candidati delle altre regioni della circoscrizione Sud, in primis dalle più popolose Puglia, Campania e Calabria.
È poi venuto meno, in particolare in Abruzzo, il supporto delle strutture territoriali, di una organizzazione che poteva gartantire maggiore efficacia nella campagna elettorale, nel rapporto con i media, nella pianificazione degli eventi.
Ranieri, insomma, che è anche un’artista visuale molto apprezzato, ha dovuto ricorrrere all'”arte dell’arrangiarsi” per compensare il carattere troppo virtuale del Movimento.
Un limite noto, del resto, come ha riconosciuto lo stesso vicepremier, Luigi Di Maio, anche nella drammatica conferenza stampa che ha fatto seguito alla batosta delle europee, dove M5s ha perso oltre 5 milioni di voti.
Ranieri è riuscito comunque a ottenere, girando come una trottola per tutto il Sud Italia, a sue spese, 27.811 voti, piazzandosi settimo e primo dei non eletti dietro non di molto al pugliese Mario Furore, ex collaboratore politico della consigliera regionale Rosa Barone.
Che invece ha potuto godere di un forte appoggio da tutto il movimento regionale, ottenendo 31.953 voti.
Ad ogni buon conto, Ranieri, oltre ai 16.535 di voti presi in casa, in Abruzzo, ha ottenuto 4.162 voti in Campania, 2.985 in Puglia, 939 in Molise, 857 in Basilicata e 333 voti in Calabria.
E insieme al suo staff ha sperato di ottenere un posto in extremis in virtù dei 73 scranni dell’europarlamento che saranno lasciati dal Regno Unito della Brexit.
Di questi, infatti, 27 verranno ridistribuiti, mentre 46 resteranno a disposizione per “allargamenti futuri” dell’Unione Europea.
Il punto, però, è che di questi scranni aggiuntivi all’Italia ne andranno tre.
E saranno eventualmente ad appannaggio, secondo calcoli considerati attendibili, al Partito democratico nella circoscrizione Sud, a Fratelli d’Italia nella circoscrizione Nord Est, a Forza Italia nella circoscrizione Nord Ovest.
Insomma, una ridistribuzione che non potrà beneficiare Ranieri.
Capitolo De Blasis.
La 45enne cardiologa, dirigente della Asl aquilana e consigliera comunale ha ottenuto complessivamente 26.508 voti, piazzandosi settima, seconda dei non eletti.
Di questi voti, 20.041 li ha presi in Abruzzo, ben 4.787 in Puglia in ticket con Massimo Casanova, proprietario della discoteca Papeete di Milano Marittima, secondo più votato a Sud dopo Salvini, (in Abruzzo ha portato a casa 10 mila voti circa), 729 in Molise, 543 in Campania, 237 in Calabria e 170 in Basilicata.
Ma in questo caso a venire meno sono stati i voti presi nelle altre province, a parte L’Aquila dove De Blasis ha ottenuto 12.045 preferenze.
Se ci si sposta però in provincia di Chieti, dell’altro candidato della Lega, l’avvocato Antonello D’Aloisio, i voti crollano a 3.859, in provincia di Teramo a 2.601 e in provincia di Pescara ad appena 1.536.
Eppure, il primo partito in Abruzzo è stato la Lega.
In tutte e quattro le province il più votato è stato il leader Matteo Salvini, con 54.642 mila voti sul totale dei 205.370 voti leghisti abruzzesi.
Contro i 130.513 del Movimento 5 stelle (22,4%) in Abruzzo, che invece ha primeggiato in tutte le altre regioni del Sud.
Un’enormità, il dato della Lega.
Che in percentuale fa 35,3%, di gran lunga la quota più alta in tutta la circoscrizione Sud.
Non va poi dimenticato che l’Abruzzo è stato una vera e propria testa di ponte nell’espansione della Lega al Centro Sud, con l’affermazione alle ultime comunali all’Aquila dove Salvini ha piazzato cinque consiglieri, tra cui Luigi D’Eramo, poi eletto parlamentare, ed Emanuele Imprudente, ora vice presidente della Giunta regionale.
Dunque, tornando a De Blasis, si ragiona, negli ambienti a lei vicini, sul fatto che avrebbe potuto, ed anzi dovuto, prendere molti più voti in Abruzzo, tenuto conto che nella scheda si poteva aggiungere il suo nome come preferenza di “genere” femminile, oltre a quelli di massimo due candidati maschi.
Sarebbe bastato quindi mobilitare il partito e i tanti colonnelli salviniani che presidiano il territorio, sempre più numerosi e baciati dalla fortuna, per perorare questa opzione, ma quasi certamente anche qui è mancato il gioco di squadra anche da parte dell’altro candidato D’Aloisio, che non risulta abbia dato ai suoi elettori indicazioni in tal senso a segnare sulla scheda, oltre al suo, anche il nome di De Blasis.
Insomma, una situazione in cui è prevalso uno spirito molto più competitivo che collaborativo.
Che alla fine ha portato troppi elettori a votare Lega barrando il simbolo e senza curarsi delle preferenze.
E così De Blasis, l’unica che davvero aveva la possibilità di rappresentare l’Abruzzo in Europa, si è piazzata settima dietro al calabrese Vincenzo Sofo, compagno nientemeno che di Marion Le Pen, nipote della leader del Front National, Marine Le Pen.
Pezzo da novanta, viste le entrature, che è risucito a ottenere 5.500 voti in più, un distacco che poteva però essere colmato con una più decisa affermazione di Abruzzo da parte di De Blasis.
Sofo, a quanto pare, primo dei non eletti, andrà all’Europarlamento per la rinuncia al seggio da parte di Salvini.
GLI ELETTI NELLA CIRCOSCRIZIONE SUD
Nella circoscrizione Sud, Movimento 5 Stelle ha ottenuto 6 seggi, seguito da Lega con 5, Partito democratico con 4, Forza Italia con 2 e Fratelli d’Italia con 1 .
Fuori tutti gli altri. A cominciare, in modo clamoroso da + Europa di Emma Bonino.
Per il M5S la più votata è la docente di Bari Chiara Maria Gemma, riconfermati poi gli europarlamentari uscenti Laura Ferrara, Piernicola Pedicini, Rosa D’Amato, Isabella Adinolfi e Mario Furore.
Per la Lega, il candidato più votato dopo Matteo Salvini, che come detto dovrebbe rinunciare al seggio, è Massimo Casanova, proprietario della discoteca Papeete di Milano Marittima.
E poi Andrea Caroppo, Lucia Vuolo e Valentino Grant.
Il primo dei non eletti della Lega, che prenderà il posto di Salvini, è come detto Sofo.
Per il Partito democratico il più votato è stato Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia; eletti anche Giuseppe Ferrandino, Andrea Cozzolino, e Giuseppina “Pina” Picierno.
Per Forza Italia il più votato è stato Silvio Berlusconi, seguito da Aldo Patriciello, parlamentare europeo da tre legislature.
Primo dei non eletti è un altro big, Fulvio Martusciello.
Per Fratelli d’Italia la più votata è stata Giorgia Meloni, la quale dovrebbe rinunciare al seggio in favore di Raffaele Fitto, che nella scorsa legislatura era stato eletto con Forza Italia.
Non è stato eletto invece Caio Giulio Cesare Mussolini, pronipote di Benito Mussolini e cugino di Alessandra, che ha ottenuto “solo” 21.600 preferenze.
I CANDIDATI IN ABRUZZO
Lontani dall’obiettivo, nonostante alcune buone performance, anche gli altri 17 candidati abruzzesi, oltre a Ranieri e De Blasis.
Per il M5s Valeria Di Nino si è fermata a 18.110.
Per la Lega, l’avvocato chietino Antonello D’Aloisio ha preso 10.362 voti
Per il Pd Leila Kechoud, consigliere comunale a Pescara, ha strappato 9.291 preferenze.
La dirigente regionale aquilana Paola Di Salvatore, che correva per Forza Italia, ha ottenuto 7.634 voti.
Per Fratelli d’Italia Mario Quaglieri ha preso 6.660 voti e Margherita D’Urbano 2.843.
Disfatta per i candidati di + Europa di Emma Bonino che non supera la soglia di sbarramento del 4 per cento: Daniela Aiuto, unica europarlamentare uscente (eletta nel 2014 con M5s), ha racimolato appena 2.991 voti, l’ex consigliere regionale Luciano Monticelli 2.809 voti, Loredana Di Lorenzo 1.305.
Flop dolorosissimo per La Sinistra, nella regione di Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Prc che ha creato la lista assieme a Sinistra Italiana: la candidata pescarese Viola Arcuri si deve accontenta di 2.040 voti.
I Verdi in queste Europee hanno sfondato in mezzo Continente, ma non in Italia e tantomeno in Abruzzo: Maurizio Pendenza di Europa Verde prende appena 563 voti.
Infine, per Casapound Laura Cavaliero ha incassato 451 voti, Claudia Pagliariccio 680; per il Popolo della Famiglia Diego Ciancetta 539 voti, Federica Lupi 595, per Forza Nuova Alessio Feniello 430, Caterina Oronzo 191.



