L’AQUILA – “La maggior parte dei Comuni del cratere sono caratterizzati da bassa densità di popolazione ed offrono un contributo limitato alla produzione regionale. Per questa ragione, lo Stato ha previsto di destinare allo sviluppo delle attività produttive che operano all’interno del cratere, fondi pari al 4% delle risorse finanziarie utilizzate per la ricostruzione dell’Aquila”. Lo ha ricordato il vice presidente della Regione con delega allo Sviluppo economico, Giovanni Lolli, che ha convocato un tavolo finalizzato a definire il programma di utilizzo di questi fondi che ha avuto anche un nome e una definizione: “#operazione4%re-start”.

Se si considera i 6 miliardi spesi fin’ora per la ricostruzione, i fondi per lo sviluppo delle attività produttive ammontano a circa 240 milioni di euro che saranno impiegati lungo assi di intervento quali: Ricerca e Alta Formazione, Ambiente e Turismo, Cultura.

La cosiddetta ‘area del cratere sismico’ comprende i 57 comuni abruzzesi colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, con una popolazione che ammonta complessivamente a circa 140 mila abitanti. Di questi, 42 comuni (106 mila abitanti) appartengono alla provincia dell’Aquila, compreso il Capoluogo, 8 alla provincia di Teramo (17 mila abitanti circa) e 7 a quella di Pescara (17 mila abitanti circa).

Tale area si trova all’incrocio di diversi assi economici: i principali sono quello nord-sud lungo il crinale appenninico e quello est-ovest che collega Roma e la costa tirrenica con quella adriatica. Per alcuni aspetti (come la presenza di alcune multinazionali ed il relativo alto livello di esportazioni) l’area del cratere presenta, sotto un profilo economico, caratteristiche simili a quelle delle regioni centro-settentrionali, ma anche elementi tipici del Mezzogiorno sotto il profilo sociale e istituzionale.

All’incontro, oltre a tutte le componenti economiche, produttive e formative che operano all’interno del cratere, hanno partecipato la senatrice Stefania Pezzopane e il consigliere regionale Piergiorgio Pietrucci.

“Non esiste oggi in Italia un territorio tanto ristretto quanto quello del cratere, sul quale siano ricadute risorse finanziarie così ingenti e tutte in un’unica soluzione: circa il quadruplo di quanto la Regione otterrà dai fondi europeri per i prossimi anni”, ha chiosato Lolli.