L’AQUILA – Sono più di 87 mila i cittadini stranieri residenti in Abruzzo, per la maggior parte romeni, albanesi e marocchini, il maggior numero dei quali risiede nella provincia dell’Aquila.
Sono solo alcuni dei dati emersi ieri nell’aula magna dell’Università dell’Aquila, durante il convegno sulle migrazioni, occasione nella quale è stato anche presentato il “Dossier statistico immigrazione 2018”.
L’iniziativa, promossa dell’Ateneo aquilano di concerto con il Centro studi e ricerche Idos di Roma, è stata organizzata da Luigi Gaffuri, docente di Geografia umana del dipartimento di Scienze umane e ha visto la partecipazione della rettrice, Paola Inverardi.
La regione, come precisa Il Centro, ha un potenziale di integrazione dei migranti tra i più alti in Italia, con un buon indice d’inserimento sociale e occupazionale.
“Secondo i dati Istat, agli inizi del 2018 i cittadini stranieri residenti in Abruzzo erano 87.054, pari al 6,6% della popolazione complessiva, un’incidenza cresciuta esattamente di 2 punti percentuali considerando l’ultimo decennio – ha spiegato Gaffuri – Il maggior numero di stranieri risiede in provincia dell’Aquila (24.983) dove si registra anche il valore d’incidenza più elevato (8,3%), di poco inferiore a quello nazionale (8,5%) ma largamente superiore a quello del Sud Italia (4,5%). La popolazione straniera residente tra il 2016 e il 2017 è calata nella provincia di Teramo (-0,5%) e soprattutto in quella di Pescara (-1,2%). Sono 23.733 i residenti nel Teramano (il 7,7% del totale), 21.161 nel Chietino (5,5%) e 17.177 nel Pescarese (5,4%)”.
Riguardo alle provenienze, si conferma la prevalenza in regione dei cittadini comunitari, seguiti dagli africani, dagli asiatici e dai cittadini del continente americano.
“All’Aquila hanno un’incidenza più spiccata gli africani (22,1%, superiore a quella nazionale e a quella del Sud, con 5.515 residenti) – ha continuato Gaffuri – a Teramo gli asiatici, a Chieti gli europei e a Pescara i cittadini americani». Ai primi posti tra i paesi di immigrazione si trovano la Romania (26.703 residenti) e l’Albania (11.927), seguite dal Marocco (7.407), poi da Macedonia (4.371) e Cina (4.306)”.
A livello regionale la popolazione immigrata è composta in prevalenza da donne, che rappresentano il 54,1% dei residenti stranieri. Quanto a lavoro, su un totale di 490.625 occupati in Abruzzo, i cittadini stranieri sono risultati 34.341 (per l’84,6% dipendenti), pari a un’incidenza del 7%.
“Il tasso di disoccupazione degli stranieri (21,7%) risulta il doppio rispetto a quello degli italiani (10,9%)”, ha spiegato il docente. Il settore produttivo nel quale lavorano prevalentemente gli stranieri è quello dei servizi: soprattutto commercio e attività domestiche. Viene poi il settore industriale e l’agricoltura (10,3%, una quota più che doppia in confronto a quella dei cittadini italiani).
Per quanto riguarda il lavoro autonomo, in Abruzzo le imprese individuali intestate a nati all’estero sono 10.696, delle quali un terzo risulta gestito da donne, con una prevalenza delle attività nelle province di Teramo (31,8%) e Pescara (28,6%). Tra i paesi di nascita dei titolari d’impresa, a livello regionale prevale la Svizzera.





