L’AQUILA – “Oggi abbiamo un pezzo d’Italia che cresce più del 2% e un altro ancora in negativo. Manca al positivo il Mezzogiorno, i tanti Mezzogiorno d’Italia. Faremo un grande masterplan diversificato per ogni territorio”.

Così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato una novità a livello nazionale nella sua visita all’Aquila che, secondo i suoi auspici, dovrebbe avere ripercussioni anche per il “cratere” sismico e l’Abruzzo in generale.

“Divideremo il Mezzogiorno in 15 territori. L’Abruzzo, il Molise, la Basilicata come Regioni, le città metropolitane, Bari, Cagliari, Palermo, Catania e Reggio Calabria, poi Taranto per le sue caratteristiche particolari e poi Campania, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna”, ha elencato.

“Come governo firmeremo una sorta di patto, ci diciamo che cosa facciamo e ci diamo dei tempi – ha precisato – L’intesa da firmare con i presidenti si basa sul ‘tu mi dici che cosa fare’, riferito alle Regioni, e noi del governo facciamo il punto dopo 1 anno con una intesa che dura 2 anni”.

Poi Renzi ha ammesso che “mi piacerebbe che l’Abruzzo fosse uno dei primi a firmare perché le carte in tavola ci sono. Ci infiliamo tutte le questioni dell’Aquila – ha concluso – e a questo punto, con una chiarezza di messaggio all’esterno, se si fa una strada si dice quando, in che tempi, con che ribasso e chi controlla”.

“Di qui a un anno sarò di nuovo all’Aquila, sempre non scenografico, per fare il punto sui cantieri aperti, mentre per fine 2015 lancio il guanto di sfida a Luciano (D’Alfonso, ndr) per firmare il prima possibile questo contratto”, ha concluso prima di lasciare il capoluogo abruzzese. (alb.or.)