L’AQUILA – Alessio Feniello, padre di Stefano, una delle 29 vittime del disastro dell’Hotel Rigopiano di Farindola in lista con Forza Nuova per le prossime elezioni europee.
Feniello, che aveva portato fiori sul luogo della morte del figlio, è stato processato e condannato dal gip del tribunale di Pescara a pagare una multa di 4.550 euro, per avere violato, il 21 maggio scorso, i sigilli giudiziari apposti per delimitare l’area nella quale si verificò la tragedia.
In vista delle europee Roberto Fiore, segretario del partito, è il capolista di Forza Nuova nella Circoscrizione Sud e in lista, al numero tre, c’è proprio Feniello che in una lettera aperta indirizzata a Fratelli d’Italia, qualche tempo scriveva: “Dopo averli conosciuti da vicino posso dire che gli uomini e le donne di Forza Nuova sono il meglio che la politica italiana può offrire”.
Il riferimento è ai fondi che il partito di Giorgia Meloni ha raccolto a favore di Faniello a seguito della sanzione. Soldi consegnati ad un notaio di Pescara e non, come lamentato da Feniello, personalmente. Un atto considerato come un elemosina dal candidato di Forza Nuova che in quell’occasione precisò come si trattasse di un contributo raccolto in campagna elettorale: “Ho avuto la sensazione che il gesto di depositare l’assegno da un notaio nascondesse la volontà proprio di evitarmi, quasi avessi la peste. Eppure furono loro a cercarmi, non io. Sembra quasi che mi stiano facendo un favore, quasi una elemosina, come a dire: quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto, ora vatti a prendere i soldi che abbiamo raccolto per te. Credo che stando così le cose, quei soldi che io mai ho chiesto, rimarranno dal notaio, finché qualcuno non avrà il buon senso di incontrarmi e consegnarli personalmente. E questo anche per rispetto, non tanto per me, quanto per tutti quei cittadini che hanno avuto il pensiero di versare anche solo 1 euro per Alessio Feniello. Penso che loro meritino di sapere che il loro gesto ha avuto un giusto epilogo. Avete pubblicizzato tanto l’iniziativa, adesso fate tutto in silenzio. Perché, mi chiedo”.






