L’AQUILA – Apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo o trattenimento.
È questo il reato ipotizzato a carico di Niko Gizzi, Daniele Di Fabio e Stefano Cappetti, i tre organizzatori del veglione di Capodanno all’Hotel Cristallo, struttura che si trova a Fonte Cerreto di proprietà del Ctgs (Centro turistico del Gran Sasso), società partecipata del Comune dell’Aquila, in cui, nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, hanno fatto irruzione le Forze dell’ordine, interrompendo il veglione.
Ora su questa vicenda, come riporta Il Messaggero, il sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Picuti, ha chiuso le indagini preliminari a carico dei tre, assistiti dagli avvocati Angela Marinangeli ed Eleonora Amicozzi.
Inoltre, ai tre organitori sono contestati anche alcuni articoli relativi al Testo Unico delle Leggi di pubblica sicurezza per non aver rispettato delle prescrizioni anche in virtù degli accordi sottoscritti con il Ctgs.
Tutto è accaduto nella notte tra il 31 dicembre 2018 e il primo gennaio 2019, quando Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri, a seguito di diverse segnalazioni partite proprio da alcuni ragazzi che avevano acquistato il biglietto in prevendita e che sono stati lasciati fuori perché il locale era pieno, hanno fatto irruzione verso le 2,30 nelle due sale dell’hotel dove si stava svolgendo l’evento “Mountain Circus – Gran Sasso” e hanno fatto uscire tutti i presenti, oltre mille.
Una situazione che ha fatto tornare alla mente di molti l’incidente alla “Lanterna Azzurra”, in provincia di Ancona, dove meno di un mese fa sono morti cinque adolescenti e una donna adulta: tre ragazze e due ragazzi, con un’età compresa tra i 14 e i 16 anni, ed Eleonora Girolimini, di 39 anni, che aveva accompagnato la figlia undicenne al concerto di Sfera Ebbasta.
Il concerto non era ancora iniziato, tra mezzanotte e l’una, quando alcuni ragazzi hanno sentito un odore acre e per paura si sono precipitati verso una delle porte, ma appena fuori due parapetti laterali in ferro sono crollati.



